Batzella (Mli): “Regione valuti di inserire il test del Dna fetale tra gli screening prenatali gratuiti”
“Il test del Dna fetale – prosegue Batzella – non è invasivo ed è attendibile. Per queste ragioni sono molti i ginecologi che lo consigliano alle loro pazienti. Se i risultati del test, infatti, non segnalano anomalie genetiche del feto, non è necessario sottoporre la madre ad amniocentesi e prelievo dei villi coriali, esami tradizionali e più invasivi, con un rischio di aborto di circa l’1%”.
Per la consigliera Batzella, inoltre, un’eventuale offerta del test del Dna fetale in tutte le strutture pubbliche garantirebbe parità di accesso a tutte le donne, anche a quelle meno abbienti. “Chi si sottopone oggi a questo screening – spiega – lo fa privatamente e con costi che si aggirano intorno agli 800-1000 euro. Cifre importanti e che non tutte le future mamme possono permettersi. Mi auguro che la Regione prenderà atto dei risultati del progetto per inserire il test tra gli screening prenatali gratuiti anche dopo l’anno di sperimentazione”.
05 Settembre 2018
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