Berlusconi: “Conciliare l’etica con la responsabilità”. Il testo della lettera inviata ai parlamentari del Pdl
"Arriva in questi giorni in aula il disegno di legge sul cosiddetto ’testamento biologico’. E’ una legge parlamentare, su cui il Governo non e’ tenuto a intervenire, ma allo stesso tempo e’ una legge che nasce da circostanze particolari su cui non solo il Governo ha preso posizioni chiare e coraggiose, ma io personalmente mi sono adoperato ed esposto con assoluta convinzione. La gran parte di noi ritiene che sul ’fine vita’, questione sensibile e legata alla sfera piu’ intima e privata, non si dovrebbe legiferare, e anch’io la penserei cosi’, se non ci fossero tribunali che, adducendo presunti vuoti normativi, pretendono in realta’ di scavalcare il Parlamento e usurparne le funzioni. Non e’ possibile dimenticare infatti che la legge che ci accingiamo a discutere nasce da un evento che ha traumatizzato l’opinione pubblica e tutti noi: la morte di una donna, stabilita -per la prima volta in Italia- attraverso una sentenza.
Nel nostro partito, che rispetta profondamente le libere convinzioni di ciascuno, esistono sensibilita’ diverse su questo tema, e non e’ mia intenzione chiedere che queste convinzioni personali siano sacrificate o compresse. Credo pero’ che il lungo lavoro sul testo di legge abbia portato a un risultato largamente condivisibile di sintesi e di mediazione alta. Questa legge sancisce per la prima volta il principio laico del ’consenso informato’, per cui nessun trattamento sanitario puo’ essere compiuto sul paziente senza che questi abbia espresso il proprio consenso, assicurando cosi’ la liberta’ di cura. Nello stesso tempo, traccia un confine netto con l’eutanasia, evitando anche i rischi di accanimento terapeutico. La vita e’ un bene che noi tutti difendiamo, e se e’ vero che il mondo cattolico ha molto da insegnarci su questo, e’ vero anche che l’intangibilita’ della persona e’ un valore non negoziabile anche per i laici, e per tutte le culture politiche che compongono il grande mosaico del nostro partito. Noi liberali, cristiani, socialisti, riformisti, credenti di fedi diverse e non credenti, noi moderati, insomma, siamo convinti che la liberta’, bene prezioso, non possa arrivare a negare la vita. Ti chiedo dunque, ancora una volta, impegno e partecipazione, sicuro che, come sempre, saprai conciliare l’etica della convinzione con quella della responsabilita’, cosi’ come accade quando si e’ di fronte a scelte e a decisioni importanti. Sicuro di poter contare sulla Tua attenzione e sulla Tua lealta’, Ti invio il mio piu’ cordiale ed affettuoso saluto".
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27 Aprile 2011
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