Bernini: “Ricerca e industria devono lavorare insieme”
“La ricerca può cambiare il mondo, ma il mondo cambia veramente se dal momento in cui la molecola viene scoperta, l’idea ha un’applicazione industriale e quindi non cambia solo il mondo, ma la vita di tutti noi. Questa è la vera grande vittoria della ricerca: farsi domande per darci delle risposte innovative, dirompenti, straordinariamente efficaci, come sono quelle che ci siamo dati in questi anni, perché la ricerca è cresciuta in maniera esponenziale. Prima parlavate di vaccini. Ecco, i vaccini hanno cominciato a lavorare sulle terapie geniche, i farmaci a tecnologia Rna, che sono partiti per i vaccini, ma che hanno aperto uno spaccato estremamente innovativo sul farma, sul mondo della medicina, con applicazioni oncologiche, a malattie degenerative, malattie rare. Hanno veramente reso la vita di tutti noi più lunga, più densa di anni di qualità, migliore, più degna di essere vissuta. Questo è il senso del trasferimento tecnologico. È giusto speculare, ma l’università e la ricerca non devono essere mai scissi dall’applicazione pratica sull’industria”. Lo ha detto la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, all’Assemblea 2026 di Farmindustria dedicata a “Geopolitica e Innovazione”.
“E’ per questo che il partner Marcello Cattani e Farmindustria in genere hanno reso possibile questo passaggio attraverso i dottorati, i cosiddetti dottorati industriali innovativi. Noi prendiamo dei ricercatori dall’università o dagli enti di ricerca, li mandiamo in azienda con un obiettivo specifico, che è quello di realizzare un progetto che sia interessante per l’azienda, azienda farmaceutica in particolare, quindi portiamo ricerca universitaria, pubblica, nell’azienda” ha proseguito Bernini, aggiungendo che “L’azienda aiuta questa idea a svilupparsi, crescere e a diventare concreta, con grande mutua soddisfazione di entrambi, perché spesso il ricercatore o il dottore di ricerca si ferma nell’impresa e quindi trova uno sbocco lavorativo alla propria attività di ricerca. Quindi from research to business non è solamente la mia missione Pnrr, è l’obiettivo di questo mondo se vuole dare un senso alla grande ricerca italiana ed europea vis-à-vis il resto del mondo”.
“Essere pratica, cioè trasformare il trasferimento tecnologico più che in un’eccezione, in un dato di ordinarietà. Noi abbiamo tante università con ‘Technology transfer offices’ ma ora dobbiamo creare, formare e formarli con le aziende, perché sono loro i nostri stakeholders, sono loro che ci devono dire quali sono gli studenti che diventeranno figure professionali del futuro. Dobbiamo formare i ‘technology transfer officers’, cioè nuove figure che ricomprendono tante caratteristiche, perché quello che ci dice soprattutto il mondo farmaceutico e la sua eccellenza, è che non esistono più le professioni tradizionali da insegnare nell’università o da sperimentare negli enti di ricerca” ha continuato la ministra, sottolineando che “noi stiamo formando studentesse, studenti, capitale umano per mestieri che in parte ancora non esistono, ma che si stanno proprio dipanando davanti ai nostri occhi grazie a loro, grazie alla combinazione di research, ricerca traslazionale e business, quindi applicazione industriale, con tecnologie che stiamo perfezionando ora, proprio facendo questo lavoro”.
“Quindi – ha concluso Bernini rivolgendosi a presidente di Farmindustria – è il matrimonio perfetto: nato come matrimonio di convenienza, è diventato matrimonio d’amore”
23 Giugno 2026
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