Bertolaso: “Lombardia punto di riferimento nazionale, lavoriamo su territorio, prevenzione e personale”
“Regione Lombardia si conferma punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per qualità ed efficienza del sistema sociosanitario”, ha dichiarato l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, intervenendo nel corso della seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alla situazione del Sistema sociosanitario lombardo. L’assessore ha puntualizzato che Poste si occuperà delle liste d’attesa dal punto di vista informatico e che i ragazzi feriti nell’incendio di Crans-Montana, ricoverati negli ospedali milanesi, non sono più in immediato pericolo di vita.
“Regione Lombardia si conferma la guida e il riferimento non solo a livello nazionale, ma anche internazionale – ha dichiarato Bertolaso – come dimostrano i dati di Agenas e le analisi dei principali organismi internazionali. Una capacità organizzativa e professionale che, secondo l’assessore, è stata evidente anche nella gestione dell’emergenza di Crans-Montana”.
“Stiamo lavorando sia sulla prevenzione primaria sia su quella secondaria” – ha aggiunto l’assessore citando in particolare il progetto della ‘tessera a punti’. La fase sperimentale sullo screening per il tumore del colon-retto partirà a Pavia. “È il primo intervento di questo genere realizzato in Europa – ha sottolineato – e al termine valuteremo i risultati. Intanto va riconosciuto che siamo gli unici a promuovere una prevenzione strutturata sulle principali problematiche di salute”.
La situazione della medicina generale
Bertolaso ha annunciato una profonda riorganizzazione della medicina territoriale. “Puntiamo sulla digitalizzazione per ridurre la burocrazia che scoraggia i medici e li allontana dalla professione. Su questo fronte è stata avviata un’interlocuzione con le altre Regioni e con il Ministero”.
“Non riteniamo che per i medici di medicina generale l’unica strada sia la dipendenza – ha spiegato l’assessore al Welfare – ma crediamo in un sistema a doppio binario che consenta ai medici di restare liberi professionisti, garantendo però prestazioni nelle Case di comunità con orari coerenti con le esigenze organizzative”. Bertolaso ha inoltre parlato dell’attuale sistema di specializzazione dei medici di medicina generale affidato agli enti locali: “deve diventare una specializzazione universitaria come le altre. I medici di medicina generale non sono di serie B, ma il primo punto di riferimento dei cittadini”.
“Entro la fine dell’anno – ha ribadito Bertolaso – saranno operative in tutta la regione le centrali UniCA 116117, che daranno un contributo importante all’integrazione del sistema. Per quanto riguarda Case di comunità e Ospedali di comunità, Regione Lombardia rispetterà i tempi del PNRR: probabilmente saremo l’unica Regione in grado di garantirlo”.
Liste d’attesa e CUP regionale
“Sulle liste d’attesa, Regione Lombardia – ha aggiunto – applicherà un modello simile a quello adottato per la campagna vaccinale anti-Covid: Analizzeremo le richieste dei cittadini e daremo indicazioni puntuali, che gli enti dovranno eseguire. Per la gestione informativa è stata scelta Poste Italiane, già protagonista nel 2021. Anche il CUP rientra nel piano: entro la fine dell’anno contiamo di renderlo omogeneo su tutto il territorio regionale”.
Personale sanitario: medici e infermieri
Sul fronte del personale, Bertolaso ha evidenziato segnali positivi per i medici in prospettiva 2030, mentre resta critica la carenza di infermieri. “Stiamo lavorando anche sull’estero – ha ribadito – con l’obiettivo di far arrivare in Lombardia 3.500 infermieri entro il 2027”.
Emergenza Crans-Montana: risposta efficace e tempestiva, nessun ferito in immediato pericolo di vita
L’assessore al Welfare ha riferito sulla situazione dei ragazzi feriti ricoverati nell’incendio di Crans-Montana, ricoverati negli ospedali milanesi. “A poco più di un mese dal terribile evento possiamo dire che nessuno dei feriti è più in immediato pericolo di vita – ha spiegato – dei 12 pazienti presi in carico dal sistema sanitario lombardo, 4 sono già stati dimessi. Attualmente 7 pazienti sono ricoverati al Centro grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda e a breve anche il paziente oggi al Policlinico sarà trasferito nella stessa struttura”.
10 Febbraio 2026
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