Bianco (Fnomceo): “Integrazione delle diversità sia opportunità di arricchimento”
8 marzo 2013
Auguri a tutte le donne!
La giornata dell’otto marzo merita una riflessione che sfugga alla ritualità della mera celebrazione anche mediante un progetto concreto di impegno. Tale riflessione si inserisce in un dialogo e in un confronto costruito da tempo fra uomini e donne nella professione medica. Già da molti anni ho chiesto che si affrontassero le criticità del presente guardando verso il futuro e oltre le pari opportunità, per declinare insieme l’impatto della crescente presenza femminile sul sistema della sanità e sulla vita dei medici, uomini e donne.
Ho imparato in questi anni che una visione completa del mondo, a partire da quello concreto del lavoro quotidiano, si ottiene solo mettendo insieme diversi punti di vista, diversi sguardi di genere.
Ho imparato dalle richieste delle donne anche il loro linguaggio: misure di conciliazione, sguardo di genere, azioni positive, equilibrio di genere come norma di equità e di liberazione di uno straordinario potenziale di risorse sociali e civili per lo sviluppo e l’innovazione della collettività nel segno della giustizia e della solidarietà. Senza scadere nella retorica, sono convinto che l’apporto delle donne, insieme a quello dei giovani, sia prezioso soprattutto nella nostra istituzione, a livello centrale e territoriale, chiamata a dare risposte concrete, positive e coerenti ai cambiamenti che stanno attraversando la professione.
Legata alla particolare gobba demografica della nostra popolazione professionale vi sarà, a breve, un massiccio ingresso di nuove generazioni e questi medici saranno in prevalenza donne. La conciliazione dei tempi che “depenalizzi” il lavoro e la vita delle donne, la democrazia paritaria quali determinanti delle opportunità pari, sono temi sui quali anche le nostre donne si stanno battendo con passione e sui quali dovrà convergere l’impegno di tutti.
Le giovani donne probabilmente sommano due criticità: a quella del genere femminile, penalizzato dalla mancanza di welfare, si aggiunge, infatti, quella comune di un accesso alla formazione post laurea configuratasi come un vero e proprio collo di bottiglia, per l’ingresso in un mondo del lavoro sempre più dominato dalla precarietà, dal disagio operativo, dalla dequalificazione professionale, da una sconvolgente povertà di speranze.
In questa prospettiva aumentare, con ogni mezzo, la partecipazione ed il senso di appartenenza alla vita della professione da parte di donne e giovani adottando iniziative e misure concrete nelle nostre disponibilità, realizzare un adeguato equilibrio di genere e generazionale nei consigli e negli esecutivi dei consigli, non è solo opportuno ma soprattutto un atto dovuto per quanti hanno nell’agenda delle loro responsabilità non solo il presente ma anche il futuro.
Con l’augurio a tutte le colleghe perché l’integrazione delle diversità possa creare opportunità e arricchimento per tutti quelli che, uomini e donne, vogliono continuare a credere nella bellezza del lavoro del medico e coltivare, per tutti, passioni e speranze per una vita migliore.
Amedeo Bianco
Presidente Fnomceo
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