Biavati (Snami): “Le Case della Salute non hanno nulla a che vedere con l’Emergenza urgenza. Regione apra confronti seri”
Di tutto questo oggi non vi è traccia nelle linee guida sulle case della salute. Il modello Case della Salute, oggi, non può essere minimamente pensato come un’alternativa al Pronto Soccorso. Nella Casa della Salute la notte non è prevista attività alcuna se non la presenza dell’attuale “Guardia Medica”, che come noto a Bologna non ha potuto aprire gli ambulatori per tutte le ore proposte dai medici, fino a 18.000, proprio perché’ l’AUSL di Bologna si è sottratta alla firma dell’accordo a costo 0.
Quali sono nelle tante case della salute attive in regione, le capacità diagnostico strumentali che oggi i cittadini richiedono in acuto? Se vogliamo confrontare realmente i dati è necessario vedere quanti sono i pazienti usciti dai pronti soccorso con la sola visita medica, senza esami del sangue e senza radiogrammi o altra diagnostica e consulenze Manca il personale nella rete ospedaliera, chi pensa che nel territorio questo sia presente?
Questo sindacato rimarca con forza quanto espresso nella lettera aperta intersindacale rivolta all’AUSL di Bologna, e sottolinea come di quanto sostenuto dai confederali, oggi, sia estremamente impreciso e crei forzature concettuali Non si confondano ed illudano i cittadini, mescolando la gestione delle patologie croniche con quelle acute e con le riacutizzazioni. Il messaggio mediatico relativo all’iperafflusso “influenzale” fa erroneamente credere a molti che i pronti soccorso visitino banali influenzino.
Non è cosi. Oggi la popolazione anziana con molte patologie croniche, anche per un’influenza si trova afflitta da problemi di salute che non possono trovare altra risposta se non in sede ospedaliera. O qualcuno pensa che per perorare le “Case della Salute” i pazienti acuti vadano gestiti nei week end in una struttura senza laboratorio analisi, senza radiologia, senza consulenti?
Si aprano i confronti seri sui modelli, si ascoltino anche medici e infermieri, e si potenzino gli organici dei sistemi di emergenza e accettazione che non sono stati proporzionalmente adeguati all’aumento dell’età media della popolazione e all’incremento di consumo “obbligato” di diagnostica previsto dalle “linee guida”.
A conti fatti, sulla gestione dell’emergenza urgenza non sarebbe più serio dire che gli organici ospedalieri vanno attualizzati alle nuove esigenze demografiche e alle nuove esigenze di salute?
Francesco Biavati
Snami Bologna
17 Gennaio 2017
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