Binetti (Udc): “Grillo sbaglia, norma in manovra non è equa”
Così la Sen. Paola Binetti, UDC, presidente dell'intergruppo parlamentare delle Malattie Rare, interviene nel dibattito che si è acceso intorno ad una modifica alla normativa sui farmaci orfani introdotta nella Legge di Bilancio.
“La vera equità – prosegue la senatrice – è garantire la piccola azienda, sostenendola nella sua attività di ricerca e di distribuzioni di farmaci, non a caso definiti orfani, il cui costo non può essere calcolato sull'esiguo numero di pazienti a cui viene somministrato. E di conseguenza neppure i ricavi di queste piccole aziende possono essere minimamente paragonati a quelli delle grandi aziende. Utilizzare come misura di ripiano, in caso di sforamento dei tetti di spesa programmati, il cosiddetto payback, significa ignorare che si tratta di farmaci del tutto particolari, farmaci orfani, con un loro mercato altrettanto particolare, proprio perché rivolti a persone con malattie non solo rare, ma spesso rarissime".
"Avevo presentato durante la discussione della legge di bilancio un emendamento a totale ed esclusivo vantaggio dei pazienti con malattia rara – racconta la Sen. Binetti – Non è stato bocciato, ma assolutamente ignorato. A mio avviso neppure capito, né in commissione né in Aula. Non se n'è neppure potuto parlare per mettere in evidenza i diritti dei malati e combattere la più drammatica delle discriminazioni, quella tra malati e malati. Il governo si è chiuso nel suo modellino arido e del tutto autoreferenziale. Chiuso all'ascolto, non tanto dei parlamentari, rei di stare all'opposizione, quanto dei malati e delle associazioni che li rappresentano. Ho già presentato una interrogazione in tal senso e non so se il ministro potrà davvero sostenere questa tesi di falsa equità. D'altra parte non ci attendevamo molto da un governo che non ha ancora provveduto a pubblicare il Piano triennale per le malattie rare. I malati lo attendono da almeno tre anni, ma il governo tace preoccupato solo di far quadrare i suoi conti non solo con Bruxelles, ma anche con una maggioranza interna che si va progressivamente assottigliando. Del tutto cieco e sordo davanti alle richieste dei malati".
05 Gennaio 2019
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