Boom di denunce contro i medici. Ma l’80% viene assolto
Qualcosa, però, non torna. Perché l'80% delle denunce e dei procedimenti a carico dei medici finisce di fatto archiviato in quanto il fatto non sussiste. Così sottolinea l’Amami, l’associazione dei medici accusati ingiustamente, che punta l’attenzione su un altro aspetto del contenzioso medico-paziente. L’assoluzione arriva dopo un via vai di pratiche, avvocati e giudici che dura in media 3-5 anni. E che non lascia il camice bianco senza danni. L’immagine del medico resta compromessa, e anche il suo benessere. C'è chi, per non esporsi più al rischio di denunce, rinuncia a interventi rischiosi o impegnativi. Ad uscirne rafforzata, quindi, è la medicina difensiva. Questo a discapito non solo dello stress professionale del medico, ma anche della salute dei cittadini. Nonché per le casse del Ssn. “La medicina difensiva obbliga i medici a prescrivere anche esami scarsamente utili”, ha più volte ricordato il presidente dell’Amami, Maurizio Maggiorotti. Una consuetudine che “viene criticata astrattamente da chi non è esposto al quotidiano controllo della magistratura” e che non considera che “sono sempre più frequenti le sentenze che condannano i medici per non aver prescritto esami clinici, utili solo in una minima percentuale di casi. Questo significa che la medicina difensiva è diventata, di fatto, obbligatoria per legge”.
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03 Settembre 2010
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