Bracco (Confindustria): “Biotech soffre di più l’inadeguato sostegno alla ricerca in Italia”
Ad affermarlo è Diana Bracco, vicepresidente Confindustria per R&I, nel messaggio inviato stamani all’Assemblea annuale Assobiotec.
Ecco il testo integrale del messaggio di Diana Bracco
Roma, 14 giugno 2012
Assemblea di Assobiotec
Messaggio di Diana Bracco, vicepresidente Confindustria per R&I
"Mi dispiace molto non poter essere presente di persona a questo vostro importante appuntamento, ma impegni istituzionali legati all’Expo 2015 mi trattengono a Milano. Voglio comunque farvi giungere il mio saluto e una mia breve riflessione sul tema dell’innovazione, che come sapete mi sta particolarmente a cuore.
Ho letto con grande attenzione il Rapporto sulle biotecnologie in Italia che mi ha fatto avere il vostro Presidente Sidoli, e mi ha molto colpito vedere che l’Italia vanta a livello europeo la terza posizione in questo settore strategico. Un settore importantissimo sia perché è trasversale a tanti comparti – dalla salute all’alimentare, dall’industria all’ambiente – sia perché trasforma in prodotti concreti l’eccellenza della ricerca scientifica.
Voi vivete di innovazione e dunque soffrite particolarmente dell’inadeguato sostegno alla ricerca in Italia. Non possiamo continuare a vedere la Ricerca e Innovazione come qualcosa di settoriale, episodico, residuale: per tornare a crescere è essenziale che R&I vengano messe al centro di un Programma di sviluppo del Paese. E’ questa la direzione indicata dall'Unione europea con la nuova strategia di Europa 2020.
Una strategia che, come Confindustria evidenzia da tempo, deve basarsi su pochi strumenti chiari ed efficaci, uniti a un deciso intervento di semplificazione e di sburocratizzazione. Per crescere vanno liberate le energie creative delle imprese affrancando chi innova da vincoli opprimenti e lungaggini.
In tal senso Confindustria farà la sua parte affinché il recente bando cluster ad alta tecnologia diventi un nuovo strumento per le imprese, innovativo e strategico, realizzato su un’impostazione europea.
L’Italia deve porsi pochi obiettivi prioritari e concretamente realizzabili: semplificare e accorciare le procedure in modo da velocizzare i processi (anche attraverso un massiccio utilizzo dell’e-government); uniformare gli strumenti a livello regionale e nazionale, in modo da agevolare collaborazioni e interrelazioni tra diversi enti; e assicurare piena integrazione e complementarietà con gli strumenti europei.
Si tratta di interventi a costo zero che potrebbero farci recuperare posizioni nelle tante classifiche di competitività internazionale.
E’ fondamentale procedere rapidamente alla semplificazione e razionalizzazione degli strumenti a supporto della R&I. Continuiamo a lavorare affinché anche in Italia si introduca un Credito d’imposta per R&I sia per investimenti intramuros sia per commesse di R&I al sistema di ricerca pubblico e no profit a cui collegare uno strumento a selezione per i grandi progetti strategici. In questo ambito abbiamo proposto la creazione di un Fondo di garanzia come quello europeo per risolvere il problema delle fideiussioni richieste alle imprese per accedere ai finanziamenti pubblici. Stiamo lavorando inoltre per migliorare gli strumenti a supporto delle start up intervenendo sui servizi concreti, sul seed e venture capital. Un modo anche per dare opportunità ai giovani coltivandone il talento e la creatività.
Per concludere. Siamo in un momento difficilissimo, ma la R&I deve continuare a essere la nostra bussola. L’Italia deve ritrovare la via della crescita puntando su quella che è la leva competitiva più importante in un mercato globalizzato. Non è facile ma dobbiamo agire nella consapevolezza che possiamo farcela. Solo così riusciremo ad avviare un rinascimento della nostra industria per ridare benessere al Paese e fiducia ai giovani".
14 Giugno 2012
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