Brescacin (Lega-LV): “Una scelta di responsabilità. Nessuno deve essere lasciato solo davanti alla sofferenza”
“Quella approvata oggi dal Consiglio regionale del Veneto, non è, per me, una legge sulla morte. È una legge sulla responsabilità: quella delle istituzioni, della medicina e di una società che deve avere il coraggio di accompagnare la persona anche nel momento più fragile della propria esistenza. Ho votato a favore con piena consapevolezza della delicatezza della materia e con rispetto per chi, sulla base delle proprie convinzioni etiche, filosofiche o religiose, ha maturato una posizione diversa dalla mia. Non credo che su un tema come questo possano esistere slogan o verità semplici. Per me difendere la vita significa innanzitutto non lasciare sola una persona quando diventa fragile. Significa garantire cure, informazione, ascolto, accompagnamento e cure palliative. Ma significa anche riconoscere che, in condizioni rigorosamente definite dall’ordinamento, una persona pienamente consapevole non può essere privata della possibilità di vedere ascoltata la propria volontà. Il Veneto ha una storia importante nelle cure palliative e deve continuare a investire su questo fronte. Ma cure palliative e suicidio medicalmente assistito non devono essere messi in contrapposizione: il primo dovere delle istituzioni è assicurare che nessuno chieda di morire perché si sente abbandonato, privo di cure o senza alternative. Dopo avere garantito tutto questo, dobbiamo però avere il coraggio di ascoltare anche chi, nonostante tutto, vive una sofferenza che considera insostenibile”. È quanto dichiara in una nota la consigliera regionale Sonia Brescacin (Gruppo Misto).
“Quella di oggi – aggiunge – è una scelta che considero profondamente umana proprio perché non pretende di decidere quale debba essere la scelta di ogni persona. La politica non deve sostituirsi alla coscienza individuale. Deve creare garanzie, percorsi certi e condizioni di libertà. Chi ha votato contro ha esercitato legittimamente la propria coscienza. Io ho esercitato secondo la mia, e lo faccio con una convinzione: una società davvero civile si misura anche dalla capacità di stare accanto alle persone quando sono più vulnerabili. Nessuno deve essere lasciato solo. Mai, nemmeno alla fine”.
02 Settembre 2026
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