By-pass Aortocoronarico isolato: mortalità a 30 giorni (media esiti Italia 2,31%)
I rischi potenziali sono essenzialmente condizionati da fattori legati allo stato generale di salute del paziente (che riguardano un 5% dei pazienti trattati), ma si stima che in un paziente in buone condizioni generali e senza gravi malattie il rischio di decesso sia intorno al 2%. È peraltro una procedura molto diffusa e poco rischiosa, tanto che è l’intervento cardochirurgico più eseguito al mondo e la mortalità a breve termine può rappresentare quindi un ottimo indicatore della qualità dell’attività delle strutture di cardiochirurgia.
L’esito a breve termine può rappresentare un buon indicatore di qualità dell’attività della strutture di cardiochirurgia. La valutazione è relativa al Bpac isolato, cioè non associato ad altri selezionati interventi cardiochirurgici o ad endoarteriectomia. La scelta di considerare gli interventi isolati è legata al fatto che sia il livello di mortalità sia i fattori di rischio sono diversi nel caso degli interventi associati
La mortalità a 30 giorni dopo by-pass aortocoronarico è rimasta sostanzialmente invariata nel corso del tempo, a fronte di una riduzione dei volumi di attività. A fronte di un valore nazionale medio del 2.5%, si osserva comunque una variabilità per struttura ospedaliera con valori che variano da un minimo di 0 a un massimo del 7.6%.Data la bassa numerosità, i risultati sono calcolati per il biennio 2013-2014.
Il Regolamento del Ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell’assistenza ospedaliera fissa al 4% per struttura la mortalità massima a 30 giorni dopo intervento di bypass aortocoronarico isolato
L’Analisi (VEDI TABELLA). L’esito più favorevole l’ha ottenuto l’Ospedale Civile di Sassari con 0 decessi a 30 giorni. A seguire l’Ospedale del Cuore G. Pasquinucci di Pisa con lo 0,24% e la Casa di cura Fondazione Poliambulanza di Brescia con lo 0,33%.
Gli esiti più sfavorevoli li ha ottenuti il Policlinico di Tor Vergata di Roma con il 7,58% (Struttura che ha eseguito un audit sulla qualità dei dati nel 2014). A seguire l’Ospedale S. Carlo di Potenza con il 6,77% (Audit richiesto nel 2014 – NON EFFETTUATO) e dall’Ospedale S. Filippo Neri di Roma con il 6,05% (Dal 2015 la struttura non effettua più interventi di cardiochirurgia).
17 Novembre 2015
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