Carcinoma polmonare. Con afatinib la sopravvivenza media nello stadio avanzato supera l’anno
La mutazione dei geni dei recettori EGFR si riscontra nel 10-15% dei pazienti caucasici e nel 40% di quelli asiatici con carcinoma polmonare non a piccole cellule, e le due mutazioni del gene codificante EGFR (la delezione dell’esone 19 e mutazione L858R) si riscontrano nel 90% dei casi. LUX-Lung 3 è il più vasto studio condotto ad oggi su pazienti con NSCLC positivo a mutazioni EGFR e il primo, in questa popolazione di pazienti, a impiegare come terapia di confronto pemetrexed/ cisplatino: si tratta di un vasto studio registrativo randomizzato in aperto di Fase III con afatinib vs chemioterapia (pemetrexed e cisplatino), come terapia di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) di stadio IIIb o IV con mutazione EGFR. Lo studio ha coinvolto 345 pazienti di tutto il mondo, con NSCLC positivo a mutazioni EGFR. L’endpoint primario dello studio è stata la sopravvivenza libera da progressione della malattia. “Non solo è stato raggiunto l’endpoint primario, ma afatinib ha anche dimostrato, in particolar modo nei pazienti con le mutazioni EGFR più comuni, di ottenere una sopravvivenza libera da progressione della malattia quasi doppia rispetto alla chemioterapia”, ha commentato James Chih-Hsin Yang, direttore del Centro di Ricerca Oncologica della Facoltà di Medicina dell’Università Nazionale di Taiwan, e coordinatore dello studio. “Considerata l’efficacia dimostrata nel più vasto e rilevante studio registrativo, associata al suo meccanismo d’azione innovativo, afatinib può diventare una delle opzioni terapeutiche più preziose per questa specifica popolazione di pazienti”. I pazienti trattati con il nuovo farmaco hanno inoltre avuto un miglioramento di sintomi quali dispnea (fiato corto), tosse e dolore toracico, sono stati più numerosi di quelli trattati con chemioterapia. Inoltre Afatinib ha anche ritardato la comparsa di questi sintomi.
Secondo gli esperti il ritardo nella progressione della malattia riscontrato nei pazienti trattati con afatinib sarebbe associato a un miglior controllo dei sintomi che limitano la qualità di vita di questi malati, tanto che le risposte al questionario standard, sottoposto ai pazienti con carcinoma polmonare per valutarne la qualità di vita, hanno rivelato come questi fossero in media soddisfatti della terapia anche da questo punto di vista. “Siamo soddisfatti di vedere che il primo farmaco del nostro vasto portfolio di sviluppo in ambito oncologico abbia dimostrato chiaramente il proprio beneficio clinico e il potenziale di recare concreto beneficio ai pazienti con carcinoma polmonare con mutazioni di EGFR”, ha affermato Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim, che produce il farmaco. “I risultati dello studio clinico LUX-Lung 3 sono molto incoraggianti e ci impegneremo per rendere disponibile quanto prima questa terapia specifica per i pazienti”.
Per indagare ulteriormente il potenziale di afatinib come terapia del carcinoma polmonare, Boehringer Ingelheim ha infatti avviato due nuovi studi che confrontano in maniera diretta, testa a testa, il farmaco con altre terapie mirate: rispetto a gefitinib, come terapia di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo alla mutazione EGFR; rispetto a erlotinib, come terapia di seconda linea del carcinoma polmonare a cellule squamose. Inoltre, il farmaco è attualmente in fase di sviluppo clinico di Fase III anche come terapia del carcinoma mammario e del tumore della testa e del collo.
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05 Giugno 2012
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