Carcinoma polmonare non squamoso. Benefici durante il mantenimento con pemetrexed
Lo studio PARAMOUNT è stato disegnato sulla base dei risultati positivi ottenuti in due studi precedenti che hanno valutato l’uso della combinazione pemetrexed+cisplatino come terapia di prima linea, nonché di pemetrexed come terapia di mantenimento, somministrato successivamente a doppiette di prima linea non contenenti pemetrexed, rispettivamente. Si tratta di uno studio multicentrico, in doppio cieco, controllato con placebo, che ha dimostrato una riduzione pari al 22% del rischio di mortalità, dunque un risultato statisticamente significativo. I pazienti hanno ottenuto una sopravvivenza mediana di 16,9 mesi nel braccio con la terapia di mantenimento a base di pemetrexed rispetto ai 14,0 mesi del braccio con placebo. Questa strategia rappresenta un sostanziale cambiamento nella terapia del carcinoma polmonare: prima di introdurre la terapia di mantenimento, i medici trattavano generalmente un paziente con quattro/sei cicli di chemioterapia, poi attendevano il ritorno o il peggioramento della malattia e la trattavano nuovamente con farmaci a diverso meccanismo d’azione.
In precedenza, all’ASCO 2011, erano stati presentati i primi risultati di PARAMOUNT relativi alla sopravvivenza libera da progressione, i quali dimostravano che la terapia di mantenimento con pemetrexed migliorasse il tempo vissuto da un paziente senza peggioramento della malattia. “È la prima volta che, in pazienti affetti da questo tipo di carcinoma polmonare (NSCLC), un farmaco già utilizzato nella terapia di I linea e poi dato come mantenimento determina un miglioramento importante della sopravvivenza”, ha commentato Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di Onco Ematologia dell’Azienda Ospedaliera “S.G. Moscati” di Avellino e autore dello studio. “La terapia di mantenimento con pemetrexed, quella somministrata dopo i primi cicli di chemioterapia, oggi in Italia non rimborsata dagli organi regolatori. Lo studio ha mostrato come, cambiando strategia, ovvero continuando a somministrare pemetrexed a questi pazienti dopo i primi ciclidi terapia, si registri un significativo passo in avanti, con un aumento della sopravvivenza media mai osservata prima (ad es. nel passaggio dalla sola terapia di supporto alla chemioterapia o passando dalla monochemioterapia alla polichemioterapia). Il dato – ha continuato Gridelli – è ancora più rilevante se consideriamo l’ottimo profilo di tollerabilità di pemetrexed. Nello studio PARAMOUNT, infatti, non vi è stato alcun peggioramento della qualità di vita di pazienti trattati con pemetrexed rispetto al placebo”.
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05 Giugno 2012
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