Castellone (M5S): “Corte dei conti certifica calo spesa e divario Nord-Sud”
ì“Il Rapporto della Corte dei conti sulla gestione dei Servizi sanitari regionali fotografa una realtà che come Movimento 5 Stelle denunciamo da tempo: dopo la pandemia il Servizio sanitario nazionale non è stato rafforzato, ma progressivamente ridimensionato, con una spesa sanitaria che diminuisce in rapporto al Pil e con diseguaglianze territoriali ancora profondissime, soprattutto tra Nord e Sud”. Lo dichiara la senatrice del Movimento 5 Stelle Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone.
“Secondo la magistratura contabile, i consuntivi degli ultimi anni e le previsioni contenute nel Documento di finanza pubblica 2025 evidenziano, nel periodo post-pandemico, un contenimento dell’incidenza della spesa sanitaria sul Pil. Un dato che colloca l’Italia stabilmente al di sotto della media europea: circa il 6,3-6,4% contro il 6,9% dell’Unione europea. Parliamo di un arretramento politico prima ancora che contabile – sottolinea Castellone – perché ridurre il peso della sanità pubblica sull’economia significa accettare un sistema meno universale e più diseguale”.
“La Corte dei conti evidenzia come l’aumento nominale della spesa sanitaria pubblica nel triennio 2022-2024, passata da 131,3 a 138,3 miliardi, sia in gran parte assorbito dall’inflazione, con un incremento reale di poco superiore all’1% e una dinamica definita ‘difensiva’. Non è un vero investimento – afferma la vicepresidente del Senato – ma una rincorsa ai costi, trainata soprattutto da personale e consumi intermedi, senza un reale rafforzamento dei servizi”.
“Particolarmente preoccupante è il dato sulla crescita della spesa privata, che nel 2024 ha raggiunto livelli tra i più alti in Europa: il 22% della spesa sanitaria complessiva grava direttamente sulle famiglie. Questo significa – prosegue Castellone – che sempre più cittadini sono costretti a pagare di tasca propria per curarsi, indebolendo l’equità di accesso e tradendo il principio di universalità del nostro Servizio sanitario nazionale”.
Il Rapporto conferma inoltre la persistenza di gravi divari territoriali. “Le diseguaglianze nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza restano marcate, con un evidente disallineamento Nord-Sud. Solo tre Regioni meridionali risultano pienamente adempienti, mentre le Regioni in piano di rientro continuano a mostrare difficoltà strutturali. A ciò si aggiunge l’aumento della mobilità sanitaria interregionale, segnale di un sistema che non garantisce gli stessi diritti di cura su tutto il territorio nazionale. È inaccettabile – conclude Castellone – che nel 2025 la qualità delle cure dipenda ancora dal luogo di nascita o di residenza. Il Governo, invece di varare le autonomie differenziate, dovrebbe invertire la rotta: servono più risorse per la sanità pubblica, un piano straordinario per ridurre il divario Nord-Sud e un impegno concreto per garantire a tutti i cittadini gli stessi diritti alla salute. La Corte dei conti ci dice chiaramente che continuare così significa indebolire il Servizio sanitario nazionale”.
19 Gennaio 2026
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