Castellone (M5S): “Sanità ancora definanziata, nessuna risposta alle vere emergenze del Paese”
“Questa manovra, approvata a colpi di fiducia dalla maggioranza, non affronta nessuna delle emergenze più gravi che stanno mettendo in ginocchio il nostro Servizio sanitario nazionale: la crisi dei Pronto soccorso, la fuga dei medici dal sistema pubblico, la carenza di infermieri, le liste d’attesa interminabili e le disuguaglianze crescenti nell’accesso alle cure”.
Lo dichiara la vicepresidente del Senato e senatrice del Movimento 5 Stelle, Mariolina Castellone, commentando il via libera definitivo alla legge di Bilancio.
“Il definanziamento della sanità pubblica prosegue e si aggrava – sottolinea Castellone – ampliando ulteriormente il divario con gli altri Paesi europei. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: una crescita incontrollata della spesa sanitaria a carico delle famiglie. Oggi la spesa out of pocket ha raggiunto i 41 miliardi di euro, a cui si aggiungono circa 6 miliardi di spesa privata intermediata per servizi solo parzialmente rimborsati dal SSN. Una deriva inaccettabile, che scarica i costi sulle famiglie proprio mentre molti cittadini vivono una condizione economica sempre più fragile”.
Durissimo il giudizio sulle misure per il personale sanitario: “Siamo di fronte a scelte profondamente inique. Il finanziamento previsto per i dirigenti sanitari è sei volte inferiore rispetto a quello destinato agli altri professionisti dell’area: appena 40 euro lordi contro i 270 euro previsti altrove. Una sperequazione senza alcuna giustificazione. Altrettanto grave è la proroga fino al 2029 dell’esercizio professionale in deroga: la qualità dell’assistenza non si tutela abbassando gli standard o aggirando il riconoscimento dei titoli, ma investendo su formazione, programmazione e valorizzazione delle competenze”.
“Ancora una volta – aggiunge – vengono ignorati oltre 20mila specialisti ambulatoriali convenzionati del territorio, figure fondamentali per la presa in carico dei pazienti cronici, per ridurre le liste d’attesa e rafforzare l’assistenza domiciliare. Nessuna risposta nemmeno per la medicina generale e per la pediatria di libera scelta, pilastri della sanità di prossimità”.
Nel quadro complessivamente negativo, Castellone rivendica però due risultati ottenuti in prima persona, grazie all’azione del Movimento 5 Stelle: “Siamo riusciti a ottenere la proroga e l’ampliamento dei criteri per l’assunzione del personale impiegato durante l’emergenza Covid. È un atto di giustizia e di buon senso verso chi, nei momenti più bui della pandemia, ha salvato vite e garantito la tenuta del SSN. Allo stesso modo, l’istituzione di un fondo da 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 per screening e prevenzione nelle aree più inquinate rappresenta un primo, importante passo di giustizia sanitaria”.
“Nel complesso – conclude Castellone – questa resta una manovra senza visione e senza programmazione, incapace di rilanciare seriamente la sanità pubblica e, soprattutto, priva di gratitudine verso chi continua ogni giorno, tra mille difficoltà, a tenere in piedi un Servizio sanitario nazionale sempre più in affanno”.
30 Dicembre 2025
© Riproduzione riservata
I più letti

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono

Medici di famiglia. Oliveti (Enpam): “Bene il riconoscimento della competenza previdenziale dell’Ente”

Riforma professioni sanitarie. Le proposte dell'opposizione per una svolta partecipata e innovativa

Super intramoenia in Lombardia. Associazioni chiedono lo “stop a nuove convenzioni privatistiche nel pubblico”

Nasce il Corpo unico della Sanità militare. Ma la riforma ha un difetto: nessuno sa quanto costa

Liste d’attesa. Schillaci: “Ora abbiamo i dati. Stop a intramoenia fuori controllo e agende chiuse”

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Il caso del cuore danneggiato trapiantato a un bambino a Napoli, facciamo il punto

Milleproroghe. Medici in servizio fino a 72 anni e addio alla ricetta cartacea. Gli emendamenti approvati in commissione Bilancio

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico