Castellone (M5S): “Sistema cede pezzi. Il diritto alla salute si sta privatizzando”
“Il rapporto della Ragioneria Generale dello Stato sulla spesa sanitaria non è un semplice bollettino statistico. È la radiografia di un Sistema sanitario nazionale in progressiva decomposizione, che sta cedendo sotto la pressione di un finanziamento pubblico inadeguato. La conclusione è una sola: l’Italia spende di più, ma non spende meglio e, soprattutto, sta rinunciando al principio dell’equità”.
Così commenta la senatrice del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone, i dati che fotografano una spesa sanitaria complessiva record di 186 miliardi di euro nel 2024. “Il dato più allarmante – sottolinea – non è la crescita fisiologica, ma la voragine che si sta aprendo tra pubblico e privato. La spesa privata delle famiglie cresce a un ritmo del 7,7%. Quei 46 miliardi di euro pagati direttamente di tasca propria dai cittadini per visite, cure e interventi non sono una scelta, sono la cartina di tornasole di un SSN che non riesce più a rispondere. È la prova che stiamo privatizzando silenziosamente il diritto alla salute, rendendolo un privilegio per chi può permetterselo”.
“La crescita della spesa, in gran parte assorbita da costi strutturali come personale e farmaceutica, si scarica a macchia di leopardo sui territori. Con 16 Regioni in disavanzo per oltre 2,5 miliardi – il livello più alto del decennio – si crea un circolo vizioso di tagli e razionamento che alimenta le disuguaglianze. La coperta è troppo corta: per tamponare i buchi si sottraggono risorse ad altri servizi, indebolendo l’intera programmazione socio-sanitaria”.
“La fotografia della Ragioneria – prosegue la Vicepresidente del Senato –il ritratto di uno stress permanente e strutturale. Il modello è al collasso perché si è pensato di governare la complessità con la logica del risparmio a tutti i costi, invece che con investimenti strategici. La domanda centrale oggi non è se la spesa crescerà, ma chi la pagherà. E il rapporto ci dice che, se non invertiamo la rotta, a pagare saranno sempre di più i singoli cittadini, in misura proporzionale al loro reddito e alla Regione in cui vivono”.
“Serve una svolta politica coraggiosa – conclude Castellone – che rimetta al centro il finanziamento pubblico, adeguato e stabile, del Servizio Sanitario Nazionale. È necessario un piano di investimenti straordinari per rafforzare la sanità territoriale, ridurre le liste d’attesa e riportare la domanda di salute dentro i livelli essenziali di assistenza. Dobbiamo scegliere se vogliamo un Paese in cui la salute è un diritto universale o un bene di mercato. I dati ci dicono che stiamo scivolando verso la seconda opzione. È nostro dovere fermare questa deriva”.
21 Gennaio 2026
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