Castellone (M5S): “Solo 66 quelle operative, un flop. Sud al secco”
“Il nuovo Report Agenas sul monitoraggio del Dm 77/2022 relativo al secondo semestre 2025 certifica quello che temevamo: le Case e gli Ospedali di Comunità rischiano concretamente di diventare cattedrali nel deserto. A pochi mesi dalla scadenza fissata dal PNRR, i numeri parlano da soli e sono impietosi.
Delle 1.715 Case di Comunità programmate, solo 781 risultano attive con almeno un servizio. Ma il dato più allarmante è un altro: quelle pienamente operative, con tutti i servizi obbligatori e la presenza di medici e infermieri garantita sulle 24 ore nelle strutture Hub e per 12 ore nei nodi Spoke, sono appena 66. Meno del 4 per cento del totale programmato. Un fallimento che non può essere minimizzato.
Gli Ospedali di Comunità non stanno meglio: sono attivi solo 163 su 594 strutture previste, il 27 per cento del totale.
Ma ciò che rende questo scenario ancora più grave è la fotografia delle diseguaglianze territoriali che il Report consegna. Il divario tra Nord e Sud è drammatico e conferma che la riforma della sanità territoriale, così come è stata attuata, sta aggravando le disparità invece di ridurle. Basilicata e Provincia autonoma di Bolzano non hanno nemmeno una Casa di Comunità con almeno un servizio attivo. In Calabria, Abruzzo e Molise siamo fermi a due strutture ciascuna. Otto regioni – Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Province autonome di Bolzano e Trento, Puglia e Sardegna – non hanno nemmeno una Casa di Comunità pienamente attiva con tutti i servizi obbligatori e il personale sanitario presente. Per gli Ospedali di Comunità, Basilicata, Marche, Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta registrano zero strutture attive.
Questo non è un problema tecnico o burocratico. È una questione politica di primissimo piano. Il PNRR ha stanziato risorse ingenti per costruire un sistema di assistenza territoriale capace di avvicinare le cure ai cittadini, ridurre la pressione sugli ospedali e garantire continuità assistenziale. Quei soldi ci sono stati, quelle strutture in molti casi sono state anche realizzate fisicamente. Ma senza personale, senza servizi attivi, senza un modello organizzativo reale, restano edifici vuoti. E un edificio vuoto non cura nessuno.
Chiediamo al Governo di riferire urgentemente e di adottare un piano specifico per le regioni del Sud che rischiano di perdere definitivamente il treno della riforma territoriale. Non possiamo permettere che i fondi pubblici europei si traducano in strutture inutilizzate mentre i cittadini continuano ad affollare i pronto soccorso e a rinunciare alle cure per le liste d’attesa”.
Lo dichiara in una nota la senatrice del M5S e vicepresidente del Senato, Mariolina Castellone.
25 Marzo 2026
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