Chiamenti (Fimp): “La legge atto di civiltà, ma non resti un contenitore vuoto”
L’inserimento nei livelli essenziali di assistenza (Lea) dei trattamenti per l’autismo mira a rendere più omogenei sul territorio nazionale gli strumenti diagnostici e terapeutici per questa patologia. “con la legge di oggi – prosegue Chiamenti – le famiglie italiane potranno sentirsi un po’ meno sole nei percorsi assistenziali che da nord a sud del Paese fanno registrare ancora troppe disparità di accesso. Crediamo che la Pediatria di Famiglia con il suo ruolo di primo punto di riferimento per la salute del bambino potrà continuare sempre di più a dare un contributo fondamentale nell’individuazione precoce dei segnali riconducibili alla sindrome autistica”. Con la nuova legge si prevede anche l’aggiornamento delle linee guida per la prevenzione, diagnosi e cura, oltre alla ricerca sull’autismo. Su questo fronte, i pediatri della Fimp sono impegnati nella messa a punto di criteri per la diagnosi precoce dell’autismo in collaborazione con la neuropsichiatria infantile. Punto dolente della nuova legge è che non sono stati previsti stanziamenti di fondi ad hoc.
“Ci auguriamo – conclude il Presidente della Fimp – che la nuova legge non si trasformi in un contenitore vuoto, ma che contribuisca realmente a migliorare la prevenzione e l’assistenza ai pazienti affetti da disturbi dello spettro autistico, e ad aumentare la conoscenza di questa malattia intorno alla quale sono state fatte anche molte speculazioni da parte dei movimenti antivaccinatori”.
05 Agosto 2015
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