Cinque Stelle: “Il 2016 di cui parla Lorenzin non esiste nella realtà”
Lo affermano in una nota deputati M5S in commissione Affari Sociali in riferimento a quanto scrive Lorenzin sulla news letter del Ministero e ripreso oggi dal nostro giornale.
“Il Patto per la Salute 2014-2016, rimasto per molti aspetti lettera morta, come dimostrato anche dall’ultimo rapporto Pit Cittadinanzattiva, sta per esaurire il triennio di riferimento per cui, ormai, sarebbe il caso di cominciare a ragionare almeno sul prossimo, inserendo linee programmatiche che però questa volta siano davvero rispettate e adottate.
Stesso discorso vale per il Patto della salute digitale: tante le chiacchiere, ma nei fatti è rimasto fermo al palo. Tra l’altro vorremo sapere con quali risorse il ministro intenda effettuare gli ingenti investimenti decantati considerato che, con l’ultima legge di Stabilità, è stato previsto il taglio del 50% della spesa informatica destinata alla Pa e alla Sanità italiana.
Quel che è certo è che il 2016 della sanità si è aperto con una delle peggiori notizie possibili, l’osceno decreto appropriatezza. Il taglio delle 203 prestazioni, oltre ad aver portato il caos tra chi lavora in prima linea, i medici di famiglia, è facile da scrivere sulla carta ma molto più complicato da applicare alla vita reale e ai pazienti. Tra l’altro questo decreto consentirebbe un risparmio risibile – circa 100 milioni – rispetto agli sprechi che si lascia passare sotto al naso il ministero della Salute.
E, parlando di sprechi, tralasciando il capitolo corruzione in sanità – che drena miliardi di risorse pubbliche – riportiamo qui solo un esempio: gli almeno 150 milioni di mancato risparmio relativi alla rinegoziazione del prezzo dei farmaci, dovuto alla ‘morbidezza’ con la quale l’Agenzia italiana del farmaco tratta le case farmaceutiche. Un fatto rispetto al quale il ministero di Lorenzin non ha speso una parola.
A proposito di Aifa, aspettiamo ancora che il ministro Lorenzin si degni di venire a riferire in Parlamento rispetto al ‘burrascoso’ e ancora non chiarito addio dell’ex presidente Pecorelli e sul caso del direttore generale, Luca Pani, al quale il Collegio dei revisori dei conti avrebbe inoltrato la richiesta di restituzione ed i 700 mila euro di emolumenti.
Non c’è che dire, proprio un bel quadretto. Aspettiamo il prossimo giro di dichiarazioni ottimistiche sullo stato di salute della sanità, che il ministro continua a tagliare e smantellare”.
05 Febbraio 2016
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