Congresso Simet. Mazzoni: “Su contratti senza risorse trattativa è monca”
“La parola chiave di una ripresa del sistema si legge nella relazione – e il superamento dell’attuale quadro di difficoltà appare quella della “motivazione” del personale ed essa rappresenta una esigenza primaria ed irrinunciabile. E con esso la riaffermazione di un ruolo sociale dei professionisti produttori di salute contro la logica dell’appiattimento e della non considerazione. La stagione contrattuale che si apre deve fondarsi e svilupparsi su questi intendimenti”.
Per questo “è decisivo un intervento nella prossima legge di stabilità che implementi le risorse disponibili sia direttamente che indirettamente mediante decontribuzioni e detassazioni delle parti variabili dei salari e degli aumenti stipendiali, l’estensione al settore pubblico delle agevolazioni del cosiddetto “welfare aziendale”, il recupero dei tagli lineari ai fondi contrattuali aziendali che in questi anni hanno ridotto le retribuzioni effettive. La scure agitata da Padoan non lascia grandi margini di aspettativa. Ma la questione è strettamente politica e implica delle scelte immediate da parte dell’esecutivo, senza le quali la contrattazione parte monca”.
Critiche anche per la convenzione della medicina generale. “Non va meglio il capitolo che riguarda il rinnovo delle convenzioni, dove sul tavolo, e principale (ma non unico) nodo da sciogliere, rimane il via libera al nuovo modello di assistenza H16 con la notte affidata al 118. Come sapete la nostra organizzazione guarda con preoccupazione alla risposta delle Regioni al problema della copertura dei bisogni assistenziali sul territorio. Siamo andati in piazza con i confederali per fermare il disegno di Governo e Regioni di limitare l'attività della medicina generale a sole 16 ore nei giorni feriali e a 12 il sabato e i festivi. Abbiamo più di 30 milioni di accessi al Pronto Soccorso in un anno in Italia, come ben sa il nostro collega Magnanti, vogliamo cercarcene altri?”.
Presenti all'apertura del Congresso Biagio Papotto della Cisl Medici, che ha portato il saluto anche dei segretari CGIL E UIL Medici, e ha invocato percorsi comuni richiamando la necessità di una forte unione sindacale e affermando che non si potrà procedere al contratto con l'elemosina messa a disposizione dal Governo. Ha poi preso la parola Mario Lavecchia di ANAAO che chiede “al Governo di uscire allo scoperto in tema di salute pubblica.
Ha infatti denunciato l'attuale indirizzo che porta alla privatizzazione pura, invitando le sigle sindacali all'unità nella speranza di "cambiare verso" all'agenda di politica sanitaria che per il momento sembra tutta negativa”.
23 Settembre 2016
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