Cozza (Fp Cgil Medici): “Non è il governo clinico che abbiamo chiesto”
"Non mi aspettavo questa ripresa del governo clinico, credevo fosse stato messo definitivamente nel cassetto. Quello che mi ha sorpreso è che la proposta di legge è stata ritirata fuori praticamente negli stessi termini in cui era stata respinta. C’è una maggior attenzione verso le Regioni ma noi, insieme agli altri sindacati, restiamo contrari. Non è il governo clinico che abbiamo chiesto.
Inoltre, ora molti aspetti restano incerti. Che ruolo avrà il Collegio di Direzione è un punto interrogativo perchè dipenderà dal ruolo che gli daranno le Regioni. La Regione è quella che stabilisce le competenze in ordine alla programmazione, alla valutazione e all’integrazione. Tutto è demandato alla Regione.
Una delle poche novità è l’innalzamento dell’età pensionabile, che tuttavia introduce poco perché già la legge 183/2010 collegato lavoro aveva previsto l’estensione fino ai 70 anni per i medici che non hanno raggiunto i 40 anni di contributi effettivi. Noi siamo sempre stati contrari a quella legge che nella sostanza consente il pensionamento dei medici a 70 anni a danno dei precari e di tanti medici con incarichi professionali. Per cui ribadisco che cambia poco in quanto il danno è già stato fatto.
Anche l’esclusione dei dirigenti del Ssn dalla legge Brunetta è superata dalla possibilità per il medico, offerta sempre dalla legge 183, di presentare istanza. Con quella il medico blocca la possibilità del manager di ricorrere alla “rottamazione” che comunque scade il 31 dicembre ed è impossibile che la proposta diventi legge prima di quella data.
Il ddl contiene poi aspetti propriamente critici. La scelta della terna per la nomina di direttore di struttura complessa ha un che di “gattopardesco” perchè non c’è una vera graduatoria di merito professionale. È il manager che sceglie all’interno di una rosa selezionata da una commissione, ma chi garantisce la qualità della scelta, ovvero che il più bravo sia affettivamente chiamato a ricoprire il ruolo?
L’elemento più grave è però quello dell’intramoenia, che non si capisce cosa c’entri con il governo clinico. Mi sembra un tentativo di scardinare il sistema della libera professione istituzionalizzando l’intramoenia allargata. Questa proposta, inoltre, rimette in discussione anche l’indennità di esclusività di rapporto di lavoro con il servizio pubblico ottenuta ai tempi della Bindi subordinando l’indennità ai limiti delle risorse della contrattazione diventando così una mera voce contrattuale e non invece il “premio” per una scelta “politica” di fedeltà al Ssn".
S.S.
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04 Aprile 2011
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