D’Amato: “Prescrizioni ai privati accreditati, nessuna semplificazione. Si perde il governo della spesa”
“Consentire la prescrizione ai privati accreditati significa perdere il governo della spesa sanitaria e dare un assegno in bianco alle stesse strutture che erogano le prestazioni”. Così Alessio D’Amato, consigliere regionale di Azione, interviene sulle scelte della Regione Lazio in materia di prescrizioni da parte degli specialisti privati accreditati.
Secondo D’Amato, il meccanismo rischia di consentire alle strutture erogatrici di “autoalimentarsi”, selezionando le tariffe più convenienti e producendo un aumento complessivo delle prescrizioni. Per il consigliere regionale, la misura non rappresenterebbe una reale semplificazione per i cittadini. Al contrario, afferma, potrebbe determinare “un inevitabile aumento della spesa a loro carico”.
Il rischio indicato è quello di una crescita del numero delle prescrizioni e, di conseguenza, dell’inappropriatezza. “Già oggi nel Lazio una prescrizione su due non viene soddisfatta dal servizio sanitario ma in regime totalmente privatistico, e questo dato è destinato a crescere”, sostiene D’Amato. Il Lazio, aggiunge, sarebbe la Regione italiana che negli ultimi due anni ha registrato una percentuale di incremento annuo della spesa privata a carico delle famiglie “ben superiore alla media nazionale”.
D’Amato richiama anche la recente sentenza del TAR del Lazio n. 11984 del 2026, che ha annullato il meccanismo voluto dalla Giunta Rocca con cui si obbligavano medici di medicina generale e pediatri a trasformare automaticamente in ricette dematerializzate le indicazioni degli specialisti privati.
Secondo il consigliere di Azione, la nuova scelta della Regione rappresenterebbe un tentativo di aggirare quella decisione, consentendo direttamente ai privati di governare l’offerta attraverso l’autoprescrizione.
“Rocca, come sempre, adotta due pesi e due misure”, afferma D’Amato. Da un lato, sostiene, la Regione avrebbe usato “il bastone” con i medici di medicina generale, accusandoli di inappropriatezza prescrittiva; dall’altro, ora aprirebbe alla prescrizione diretta da parte dei privati accreditati. Per D’Amato, questo assetto rischia di generare ulteriori disparità e possibili ricorsi, soprattutto nel momento in cui dovessero essere superati i tetti di spesa.
Il nodo, conclude il consigliere regionale, riguarda il ruolo del pubblico nella programmazione e nel controllo della spesa sanitaria. “Su questo le chiacchiere stanno a zero e verificheremo a consuntivo l’esito di questa sperimentazione, che rischia di generare solo disparità”, afferma D’Amato. “Con questo sistema il pubblico perde completamente il governo della committenza”.
10 Settembre 2026
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