D’Ambrosio Lettieri (CoR): “Fondo sanitario nazionale colpito e affondato da Renzi Pinocchio”
E’ paradossale, poi, che Renzi Pinocchio spacci per aumenti quelli che sono dei veri e propri colpi di accetta. Il Patto Nazionale per la Salute, tuttora vigente e siglato dal suo Governo nel 2014, racconta una storia diversa: che il Fondo 2014 sarebbe dovuto essere di 109 miliardi 928 milioni, quello 2015 di 112 miliardi 062 milioni, quello 2016 di 115 miliardi 444 milioni. Quando ha tagliato le risorse del 2015 (passate a circa 110 mld) il premier, ma anche il ministro Lorenzin, si erano affrettati a dichiarare che mai il fondo del 2016 avrebbe subito tagli e sarebbe andato al di sotto della cifra contenuta nel famigerato Dl Enti Locali, pari a 113 mld.
Le Regioni, insieme al Governo, hanno pari responsabilità su due fronti. Uno, è quello di aver siglato – pure con grande entusiasmo – un accordo capestro e accettato allegramente una intesa che non avrebbe proprio dovuto esserci, perché non avrebbero dovuto esserci altri tagli lineari ad un comparto che, come giustamente osservava lo stesso ministro della Salute, aveva già dato. Ma se ha già dato, non si capisce perché continui a dare invece che essere salvaguardato da un lento e sistematico smantellamento. Soprattutto, occorre ricordare che hanno già ampiamente dato in particolare i cittadini e anche gli operatori sanitari, insieme alle aziende che operano nel settore, costretti a subire tassazioni insostenibili, normative farraginose, sanzioni irragionevoli, approssimazione e tetti di spesa incongruenti.
Il secondo fronte attiene alle politiche locali, in gran parte incapaci di riorganizzare il settore e offrire servizi adeguati ai cittadini, offrendo il fianco a sprechi e producendo difformità inaccettabili, con livelli essenziali di assistenza a macchia di leopardo, come abbiamo potuto constatare attraverso la indagine svolta in Commissione Sanità del Senato, laddove per esempio ciò che è garantito ad un abitante della Lombardia non è garantito allo stesso modo ad uno della Puglia. Anche per questo avevamo chiesto con forza, presentando degli emendamenti ad hoc, che la riforma costituzionale fosse l’occasione per restituire la potestà legislativa allo Stato in tema di sanità. Cosa che oggi il governo vende per fatta, ma che, in realtà, naviga a vista nell’ambiguità ed è macchiata dallo scorporo delle politiche sociali che restano appannaggio delle Regioni.
Oggi, l’ulteriore schiaffo del governo al comparto sanitario. I continui tagli lineari determinano macelleria sociale con la conseguenza di vulnerare i principi di universalità, equità e solidarietà del nostro sistema. Con questi tagli, infatti, c’è il rischio concreto che non si possano affrontare in maniera efficace revisione e aggiornamento dei Lea, fornitura di farmaci innovativi di fondamentale importanza per il diritto alla tutela della salute dei cittadini e piano nazionale dei vaccini, altrettanto urgente a fronte dei dati preoccupanti sulla recrudescenza di alcune malattie infettive.
Mi auguro che le Regioni, a cominciare da quelle del Sud, non facciano la voce grossa per poi piegare la testa, facendo pagare ai cittadini il prezzo di decisioni scellerate”.
Lo dichiara in una nota il sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri (Conservatori e Riformisti), componente Commissione Sanità del Senato.
15 Ottobre 2015
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