D’Ambrosio Lettieri (DI): “Sarebbe stato meglio un ddl che un decreto, ma molte criticità sono state superate”
“Un legislatore è tenuto ad azioni responsabili e questa responsabilità non può che essere scevra da ogni pregiudizio e basarsi su evidenze scientifiche. Certo, sarebbe stato meglio un ddl invece che un decreto che ha in sé termini imperativi e detta anche tempi particolarmente urgenti. Sarebbe stato meglio che alla centralità dell’obbligo e della sanzione fosse invece preferita la declinazione coerente ed efficace di una maggiore responsabilità sul piano della informazione, della educazione, di una divulgazione dei principi scientifici ai quali ci siamo attenuti nel dibattito e nella costruzione degli emendamenti correttivi. Abbiamo ragionato senza pregiudizi perché la scienza non è un optional, siamo convinti che la buona politica debba accompagnare la scienza, le decisioni devono essere supportate dalla ricerca scientifica e da quello che le autorità preposte diffondono a livello internazionale. E ciò che emerge è che la vaccinazione e la potabilizzazione dell’acqua sono le conquiste più straordinarie fatte negli ultimi secoli. Così come la migliore misura di prevenzione per la tutela della salute resta quella vaccinale”.
“In questo decreto”, ha proseguito, “c’erano dei punti di criticità, ma attraverso un confronto talvolta anche aspro, si sono fatti dei passi in avanti: la cessazione dell’obbligo vaccinale dopo tre anni; l’attivazione di un’attività di monitoraggio, valutazione e diffusione degli eventi avversi; il coinvolgimento necessario delle autorità preposte, come l’Isss e l’Aifa; la revisione dell’impianto sanzionatorio (l’ipotesi di privare della potestà genitoriale in caso di mancato rispetto dell’obbligo era una eresia); la riduzione del livello di afflittività delle sanzioni; le misure orientate ad una proficua e capillare attività di informazione e formazione, presupposti irrinunciabili perché generano consapevolezza; la copertura vaccinale per i minori stranieri; l’anagrafe nazionale per un attento monitoraggio; i vaccini componenti; la prenotazione in farmacia della vaccinazione su cui si sono scatenati una serie di pregiudizi su cui stendo un velo pietoso”.
“Siamo convinti che una buona politica, per essere tale, debba declinare il principio della responsabilità”, ha affermato, “A questo principio prioritario ci siamo richiamati, nella consapevolezza che la responsabilità politica, al di là delle diverse posizioni che confermiamo di contrarietà al governo in termini generali, fa riconoscere nella vaccinazione un atto intimamente connesso ai principi di universalità e solidarietà, perché la vaccinazione del singolo non è solo mezzo di tutela della salute del singolo, ma diventa un imprescindibile strumento di garanzia per la tutela della salute dell’intera comunità”.
D’Ambrosio Lettieri ha concluso con un appello al ministro e al governo.
“Impegnino”, ha detto, “il tempo che verrà, a promuovere ogni azione utile ad instillare nel Paese una forte cultura della consapevolezza. Si passi dalla cultura dell’obbligo alla cultura della adesione consapevole. Per farlo dobbiamo attuare una crociata di informazione tanto più grande e imponente di quanto è stata la voce che si è levata nelle piazze da parte di ciarlatani figli di una teoria oscurantista e medievale cui siamo nettamente contrari”.
20 Luglio 2017
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