Dalla sovranità nazionale all’accesso a farmaci e vaccini per i Paesi più poveri. I ‘nodi’ irrisolti del Trattato
Nonostante gli auspici del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, i lavori sul trattato pandemico sono ancora ben lontani dalla loro possibile conclusione. L’ambizioso auspicio di Tedros era quello di riuscire a chiudere un accordo durante la 77esima Assemblea mondiale della sanità in corso in questi giorni a Ginevra.
Del resto, nel suo discorso di ieri, è stato lo stesso direttore generale Oms a definire il compito da portare a termine “immenso” sotto il profilo tecnico, giuridico e politico. Tra i ‘nodi’ principali da sciogliere c’è la questione dell’accesso agli agenti patogeni e della condivisione dei benefici. Se i paesi più poveri garantiscono ai paesi più ricchi – e alle loro grandi aziende farmaceutiche – l’accesso a materiali e informazioni sugli agenti patogeni che potrebbero far divampare una pandemia, a quei paesi più poveri può essere poi garantito l’accesso ai vaccini e ai medicinali che ne derivano? Bozze più recenti dell’accordo suggeriscono che un tale sistema potrebbe essere concordato in linea di principio, ma i dettagli sono stati rinviati per una discussione successiva.
Non è poi ancora chiaro se l’accordo sarà un trattato – che gli darà maggiore forza nel diritto internazionale – o un semplice regolamento. Infine, uno dei temi sui quali si è fatta più disinformazione è quello riguardante la sovranità dei paesi all’interno di una nuova possibile pandemia globale. Tra le fake news più circolate si possono menzionare quelle secondo le quali l’Oms avrebbe il potere di imporre l’obbligo vaccinale o di vaccinazione ai singoli Stati. In molti paesi, la discussione si è ormai politicizzata e le preoccupazioni sulla sovranità hanno ulteriormente rallentato il possibile raggiungimento di un accordo. Eppure, la bozza dell’accordo riafferma “il principio della sovranità degli Stati nell’affrontare le questioni di sanità pubblica” e riconosce “il diritto sovrano degli Stati sulle proprie risorse biologiche”.
28 Maggio 2024
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