De Lorenzo (Favo): “Non basta più sopravvivere al cancro, garantire nuovi diritti”
"La dimensione assistenziale e quella economica possono diventare complementari tra loro e rafforzarsi vicendevolmente in termini di qualità, anziché confliggere come, purtroppo, oggi avviene – ha spiegato De Lorenzo – lo scopo è realizzare un sistema di tutela degli oltre due milioni di persone con passato oncologico e, innovativamente, della frazione di soggetti ormai lontani dalla fase acuta della malattia (oltre 5 anni dalla diagnosi) costituita da più di un milione di italiani". Risulta indispensabile, infatti, per il presidente Favo, anche investire per il recupero dei malati alla vita autonoma ed operativa, trasformando così quello che è considerato attualmente "un peso economico, doverosamente addossato alla collettività", in una “risorsa concreta" per l’economia nazionale.
Sempre in tema di costo dell’assistenza oncologica, il Rapporto di quest’anno ha introdotto una novità di rilievo: la stima dei costi sociali della malattia sostenuti dai pazienti e dai caregiver. "Ebbene, ora non è più possibile ignorare che i malati, le famiglie e i caregiver sostengono in proprio costi molto rilevanti per far fronte ad aspetti carenti o negletti della copertura assistenziale pubblica – ha sottolineato De Lorenzo – alla luce di quanto emerso, dunque, contestiamo con forza l’iniqua reimposizione di ticket su talune prestazioni oncologiche in alcune Regioni, come pure veti e ritardi ad un immediato accesso a tutti i farmaci oncologici approvati da Aifa mediante il pretestuoso ricorso a Prontuari Terapeutici Regionali".
Nel Rapporto vengono riaffermati con forza due principi basilari della moderna oncologia per migliorare il controllo della patologia e per aiutare i malati: la continuità terapeutica e la presa in carico complessiva del malato da parte del Ssn.
"Il primo – ha precisato – è riaffermato attraverso diversi contributi che presentano sul versante organizzativo: le reti oncologiche; l’introduzione del Fascicolo Sanitario Elettronico; la realizzazione dei laboratori di biologia molecolare; la richiesta di un decreto ministeriale per l’innovazione delle tabelle previdenziali; una nuova visione dei Lea. E, sul versante dello sviluppo del coordinamento interspecialistico, una visione del ruolo dei medici di medicina generale, degli psiconcologi, a fianco degli oncologi medici e dei radiologi per la promozione di una medicina che consideri il follow-up dei pazienti con esperienza oncologica".
"Il secondo – ha concluso De Lorenzo – è presentato come un forte auspicio per il futuro perché rinasca una medicina territoriale capace di connettere le diverse competenze e aiutare le persone che sperimentano il tumore a sconfi ggere la solitudine nel momento della malattia".
Giovanni Rodriquez
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15 Maggio 2012
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