Dispositivi medici. Corte dei conti segnala sforamento tetto 2014 di 888 mln. Solo 4 regioni rispettano i limiti
La Corte segnala che “i risultati del 2014 indicano una crescita della spesa del 2,5 per cento rispetto al 2013” e che “nonostante la crescita del finanziamento, la spesa eccede l’obiettivo di oltre il 18 per cento (nel 2013 era superiore del 7 per cento).
E a rispettare il tetto del 4,4% sono solo 4 regioni (Lombardia, Sicilia, Campania e Calabria). Al contrario le regioni che sforano di più il limite di spesa sono l’Abruzzo, Toscana, Friuli, Umbria.
“Come nel 2013- rileva la Corte – , pur con differenze di intensità, le regioni in Piano di rientro superano solo di poco l’obiettivo (destinando a tale spesa il 4,8 per cento del finanziamento) Queste regioni registrano nell’anno una seppur lieve flessione: continua a ridursi la spesa per dispositivi medici impiantabili (-6,5 per cento) a fronte di un consistente aumento di quelli per diagnostica in vitro. Nelle regioni non in Piano prevale, invece, una tendenza al contenimento della spesa, non sufficiente, tuttavia, a compensare la maggior stringenza dell’obiettivo e la riduzione della base di calcolo. Più limitata è poi la flessione nella spesa per dispositivi impiantabili”.
La Corte ricorda anche gli interventi adottati “per migliorare l’azione di contenimento della spesa. Il DL 78/2015 ha previsto una procedura di rinegoziazione anche per i contratti in essere aventi ad oggetto i dispositivi medici. Nel caso dei dispositivi, però, non è fissata una misura di riduzione. La rinegoziazione deve essere condotta nel rispetto del tetto di spesa nazionale (confermato al 4,4 per cento) e del tetto di spesa fissato per la regione. Essa deve consentire di ridurre i prezzi unitari di fornitura e/o i volumi di acquisto, rispetto a quelli contenuti nei contratti in essere, senza che ciò comporti modifica della durata del contratto stesso. La disposizione punta poi a rendere più puntuale l’identificazione dei dispositivi medici e all’istituzione, presso il Ministero della salute, dell’Osservatorio nazionale sui prezzi dei dispositivi medici allo scopo di supportare e monitorare le stazioni appaltanti e verificare la coerenza dei prezzi a base d’asta rispetto ai prezzi di riferimento definiti dall’A.N.A.C. o ai prezzi unitari disponibili nel flusso consumi del Nuovo sistema informativo sanitario.
Con il DL 78/2015 si è esteso al settore dei dispositivi medici, il meccanismo del ripiano nei casi del superamento del tetto di spesa regionale, secondo modalità analoghe a quelle previste dalla normativa vigente per il ripiano dello sforamento del tetto della spesa farmaceutica.

Fonte: Audizione Corte dei Conti su Legge di Stabilità 2016
03 Novembre 2015
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