Dompé (Farmindustria): “Biotecnologie, un esempio per tutta l’economia italiana”
“Questo settore” ha proseguito Dompé “costituisce un esempio importante per l’intero comparto produttivo italiano, soprattutto per la capacità che i suoi uomini hanno mostrato di saper gestire la complessità in un momento difficile per l’economia europea e mondiale”. “Certo” ha aggiunto il presidente di Farmindustria “è altrettanto importante che i segnali provenienti dal comparto biotecnologico siano colti da chi ci governa e che si tenga debito conto di come questo comparto generi valore sociale, scientifico, tecnologico ed economico, con esempi di eccellenza diffusi”. A questo proposito Dompè si è richiamato ai provvedimenti allo studio del Governo sulla competitività del sistema Italia, auspicando l’inserimento al loro interno di disposizioni che mirino a incentivare le nuove aree di produzione anche attraverso specifiche forme di defiscalizzazione degli investimenti in ricerca. Che, peraltro, insieme all’innovazione, appare essere il vero “motore” dell’attuale successo delle 375 aziende italiane che lavorano nel campo delle biotecnologie.
Occorre però guardare avanti. Innanzitutto offrendo una tutela specifica alla proprietà intellettuale che, oggi, richiede l’individuazione di nuove forme di protezione: “La ricerca” ha osservato Dompé “tende sempre più a valicare i confini delle singole aziende: occorre quindi pensare a logiche di “open source protection” tali da far sì che le nuove scoperte non debbano essere vincolate a un solo utilizzo ma possano dispiegare le proprie potenzialità su un numero più ampio di applicazioni – fenomeno questo caratteristico delle biotecnologie, nelle quali cresce il numero delle aziende “multi core” che “spendono” le competenze acquisite in settori produttivi diversi – attraverso la crescita delle interazioni multidisciplinari con altri ambiti di ricerca”.
In quest’ottica va impostata la politica industriale del nostro Paese “che deve mettere in condizione le imprese di operare, crescere e, soprattutto, svilupparsi in Italia, dove va “promossa la cultura dell’innovazione assicurandone la sostenibilità economica in un quadro normativo stabile e con regole certe”.
Articoli correlati:
04 Maggio 2011
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Ebola. Secondo operatore umanitario statunitense contagiato, trasferito in Germania. Tedros: “Proteggere chi è in prima linea”

Lea 2024: il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classifica

Medici specialisti, Regioni chiedono di formarne 14.631 nel 2025/2026. Priorità ad anestesia, emergenza-urgenza e medicina interna

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Screening oncologici. Oltre 7,6 milioni di italiani esclusi, Gimbe: "Oltre 50 mila tumori non intercettati"

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica