Donato (Ds Aou di Padova): “In poche ore l’Azienda si era adattata ai nuovi schemi. Il merito è degli operatori”
Direttore Donato, lei è stata la persona che ha diretto tutta la task force durante la pandemia. Quali sono state le principali scelte per affrontare l’emergenza?
Eravamo al 21 febbraio quando c’è stato il primo contagiato all’Ospedale di Schiavonia. Da li a poche ore i vertici regionali hanno costituito la task force, con la decisione di chiudere Schiavonia con quattrocento posti letto. La mia prima preoccupazione è stata che non poteva succedere la stessa cosa per l’Azienda Ospedaliera con millesettecento posti letto.
Avevamo fatto a gennaio tutte le simulazioni per un nuovo modello di sicurezza dell’ospedale, che a febbraio era già pronto. In quei giorni abbiamo dato i dispositivi personali di sicurezza a tutti gli operatori sanitari e creato dei percorsi ad hoc per i pazienti Covid Free e Covid+.
In poche ore l’Azienda Ospedaliera di Padova è riuscita ad adattarsi a nuovi schemi, non per mio merito, ma per la capacità di adattamento che tutti gli operatori hanno avuto e che ringrazio e stimo uno ad uno..
A fine anno si conclude il suo mandato con l’Azienda Ospedaliera di Padova. Cosa Le ha dato questa esperienza?
Questa esperienza è stata la chiusura di vent’anni di lavoro. Lei pensi che avere ottenuto in un contesto come quello che abbiamo appena passato, un ospedale con il più basso contagio fra tutti gli operatori, un ospedale con il più basso tasso di mortalità fra tanti altri ospedali e non avere mai avuto le terapie intensive al collasso, sono risultati che ti riempiono il cuore, seppur in un contesto di emergenza sanitaria.
L’altra cosa che mi ha arricchito molto è avere lavorato con professionisti di alto livello.
Che apporto hanno dato i medici specializzandi in questo periodo di emergenza?
Una categoria di medici che in questi mesi si sono contraddistinti. Hanno aiutato e hanno saputo dare il massimo in un contesto tutto nuovo anche per loro. Ho visto in loro i medici di domani, compreso mio figlio che sta prestando servizio spontaneamente come altri migliaia di medici iscritti alla specializzazione. Quindi, un grazie a tutti gli specializzandi e dico che se certe cose siamo riusciti a farle è anche grazie a loro.
Endrius Salvalaggio
22 Giugno 2020
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