Donzelli (FdI): “Non è sufficiente la rettifica, Governo si attivi presso Agcom”
“Perché – sottolinea Donzelli – , anche se viene fatta una rettifica del Ministero della salute, se Panzironi e il suo gemello continuano a comprare gli spazi come spazi pubblicitari e a inserire i propri finti programmi divulgativi come spazi pubblicitari, il problema resta, perché, ovviamente, nella psicologia delicatissima di un malato – e magari di un malato anche di malattie gravi, si parla anche di cancro e Panzironi propone, con la sua dieta e con le sue pilloline, di curare anche il cancro, per esempio – dopo la fase, ovviamente, di shock, c'è la delicatissima fase di reazione, in cui la cosa più ovvia, psicologicamente, è la negazione come fase di difesa da parte del paziente e da parte dei familiari del paziente, e non c'è niente di più facile per un malato di aggrapparsi a qualsiasi speranza: ne ha necessità, ne ha necessità psicologica”.
“Di conseguenza – prosegue il deputato FdI -, facendo vedere in televisione, in uno spazio pubblicitario camuffato da spazio informativo, che si divulga, per esempio – leggo testualmente alcuni stralci da una puntata dedicata proprio al cancro, in cui Panzironi suggerisce il suo integratore, venduto e costruito da lui e dal fratello, perché poi in queste trasmissioni si promuovono dei prodotti da lui venduti – che “questo integratore ha un ruolo essenziale nel sistema immunitario per la cura del cancro, ma lo Stato non ha interesse a sviluppare il ruolo della vitamina D nella cura del tumore”, si fa credere al malato che ci sia un complotto per cui lo Stato non vuole curare il tumore e in realtà lui può curare il tumore. Questo è pericolosissimo, non basta una rettifica del Ministero della salute, deve essere impedito, perché deve essere difesa la salute dei cittadini”.
“Quindi – specifica Donzelli – io capisco che lo strumento del Ministero della salute è questo, ma il Governo nel suo complesso deve intervenire con l'Agcom, perché poi spesso queste stesse piccole utenze televisive che trasmettono questi spazi sono le stesse che ricevono i finanziamenti pubblici. E allora tutto questo non può essere, non può coesistere, non si può pensare che delle televisioni che magari ricevono e stanno in piedi grazie al finanziamento pubblico, prendano e pubblichino, nei propri spazi, degli spazi privati in cui si illude il malato di cancro che comprando le pilloline linee della famiglia Panzironi si possono smettere le cure normali e si può trovare una via alternativa, perché lo Stato in realtà non ha interesse a curare. Se si lascia e se si consente questo, anche con la rettifica, ma se si consente e si permette questo, si nega la scienza, che, invece, è necessaria, perché, ovviamente, per poter tutelare la salute dei nostri cittadini, bisogna dare delle sicurezze, non si può permettere che su questo ci sia alcun tipo di equivoco, perché altrimenti si mette a repentaglio la salute dei cittadini, dei più deboli, di quelli che, magari, non hanno nemmeno il substrato culturale per poter distinguere tra il messaggio pubblicitario di Panzironi e l'informazione del Ministero della salute. Anche perché Panzironi poi dice che lo Stato non ha interesse a svelare la verità e, quindi, quando si va a vedere l'eventuale rettifica del Ministero della salute, si dice: ecco, aveva avvertito Panzironi che lo Stato nel suo complotto non aveva interesse a questo. È necessario fermarlo”.
24 Luglio 2018
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