E l’Ocse ci dice che di tagli si muore. Ma va?
Ma se la domanda fosse rivolta a qualcuno che vive e lavora al di fuori dei nostri confini? Cosa risponderebbe? E sarebbe forse più sereno e disinteressato nei giudizi? Con questo spirito abbiamo letto la review Ocse sulla qualità delle cure sanitarie in Italia. Un lavoro cui ha collaborato attivamente il nostro ministero della Salute, all’epoca ministro era Renato Balduzzi, che l’ha inserì in un progetto CCM del 2012 finanziato dallo stesso ministero. Coinvolte anche Agenas e Direzione generale della Programmazione Sanitaria.
E quindi quello che ci si aspetta è un rapporto schietto, senza veli, né zuccherini di sorta. Per farlo l’Ocse e gli altri soggetti incaricati della review hanno attraversato la penisola da Nord a Sud intervistando e contattando una moltitudine di esperti e referenti e mettendo poi in “griglia” questi report con gli indicatori che l’Ocse raccoglie ed elabora periodicamente dai Paesi membri.
Alla fine la prima bozza del testo ha avuto a sua volta una revisione da parte di un Panel nazionale di esperti individuato tra i Dirigenti delle Direzioni Generali della Programmazione Sanitaria, della Prevenzione, delle Professioni Sanitarie e delle Risorse Umane, dei Rapporti Internazionali e in AGENAS.
Ma come veniamo fuori da questa inchiesta internazionale? Secondo l’OCSE, l’Italia si trova ad affrontare due sfide principali. La prima è garantire che gli sforzi in atto per contenere la spesa in campo sanitario non vadano a intaccare la qualità quale principio fondamentale di governance. la seconda è quella di sostenere le Regioni e Province Autonome che hanno una infrastruttura più debole, affinché possano erogare servizi di qualità pari alle regioni con le performance migliori.
In generale, dicono gli esperti Ocse, “E’ necessario un approccio più solido e ambizioso al monitoraggio della qualità e al miglioramento a livello di sistema”. E quello che li preoccupa di più, e dovrebbe preoccupare anche noi, è che, dicono, “il miglioramento della qualità e la riorganizzazione del sistema hanno assunto un ruolo secondario quando la crisi economica ha iniziato a colpire”. E ancora, “il risanamento delle finanze è divenuto priorità assoluta, nonostante i bisogni in fatto di salute evolvano rapidamente”.
I paradossi della storia. Abbiamo visto che questa ricerca parte proprio nel 2012, anno di piena attuazione della politica di massimo rigore economico che si ricordi con il combinato disposto delle finanziarie Tremonti/Monti che hanno portato a un taglio di circa 30 miliardi al Ssn.
Leggere oggi, tre anni dopo, dai ricercatori internazionali in qualche modo da noi stessi sollecitati a vedere come stanno le cose proprio negli anni delll’assoluto rigore finanziario, che i tagli hanno prevalso sulla logica della qualità e che il risanamento economico è diventato priorità assoluta rispetto a tutto il resto, lascia quanto meno un po’ interdetti. E forse non serviva scomodare l’Ocse per capirlo.
Ma in ogni caso è bene così. Sentirselo dire da qualcuno di fuori è sempre meglio e più efficace.
C.F.
15 Gennaio 2015
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta

Medici. Via libera agli specializzandi per discipline equipollenti. Anaao Giovani: “Un passo avanti”

Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato

Case di Comunità: Mmg e Collaboratore di Studio integrati per una Nuova Governance Territoriale

Al via la revisione del Prontuario farmaceutico: gli Omega 3 verso la fascia C, risparmio da 120 milioni

La Lombardia anticipa al 1° settembre la campagna gratuita di immunizzazione anti-VRS per tutti i neonati

Da Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversa

Tumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?

Psoriasi a placche. Biosimilare di infliximab efficace e sicuro quanto l'originator

Acque trattate in bar e ristoranti. Nas: irregolarità nel 54% dei controlli. Sanzioni per 175mila euro