Eurostat: nell’Ue 1 decesso su 3 per malattie circolatorie, Italia divisa tra Nord e Sud
Le malattie cardiovascolari restano una delle principali cause di morte in Europa. Ma se in media 1 decesso su 3, nel 2023, era attribuibile a malattie del sistema circolatorio (per un totale di 1,6 milioni di decessi in Ue e oltre 206mila in Italia), in alcune aree si muore di più e lo svantaggio non è solo tra Paese e Paese, ma anche all’interno dei confini nazionali. Lo mostrano i dati Eurostat pubblicati oggi, che per l’Italia tracciano una linea netta che separa Nord e Sud, a svantaggio del Sud.

In termini numerici, se in Ue le malattie del sistema cardiocircolatorio rappresentano il 32,5% dei decessi totali, in Italia il dato vede le Regioni del Nord assestarsi tra il 27 e il 29%, e quelle del Sud superare il 30% toccando punte del 34,8% in Calabria.
A livello Europeo, spiega Eurostat, i valori più elevati si registrano in Bulgaria e Romania, mentre le quote più basse sono concentrate soprattutto in Francia, Danimarca e Paesi Bassi. .
In 25 aree dell’Ue le malattie dell’apparato circolatorio hanno rappresentato almeno la metà di tutti i decessi nel 2023. Questo gruppo comprende tutte e 6 le regioni della Bulgaria; in particolare, le regioni Yuzhen tsentralen e Yugoiztochen hanno registrato le quote più elevate, rispettivamente pari al 67,3% e al 66,4%. Anche tutte le 8 regioni della Romania hanno registrato quote pari almeno al 53,0%, con la regione Sud-Vest Oltenia che ha raggiunto il 63,8%. Il gruppo include inoltre entrambe le regioni della Lituania (con il 53,7% nella regione Vidurio ir vakaru Lietuvos regionas), la Lettonia (considerata come un’unica regione, con il 52,2%), 6 delle 8 regioni dell’Ungheria e 2 delle 4 regioni della Slovacchia.
All’estremo opposto della scala, 5 regioni hanno registrato una quota di decessi attribuibili a malattie dell’apparato circolatorio inferiore al 20,0% del totale. Tutte e 5 si trovano in Francia: la quota più bassa è stata registrata nella regione ultraperiferica della Martinica (18,2%), seguita da Provenza-Alpi-Costa Azzurra (19,0%), Guadalupa (19,1%), la regione della capitale Île-de-France (19,4%) e Franca Contea (19,9%). Escludendo la regione atipica di Mayotte (30,5%), tutte le altre regioni francesi hanno registrato quote non superiori al 22,4%.
Valori bassi, pari o inferiori al 22,4%, sono stati registrati anche in: tutte e 5 le regioni danesi, con la quota più bassa nella regione della capitale Hovedstaden (20,5%) e 3 regioni dei Paesi Bassi: Olanda Meridionale (21,1%), Utrecht (21,7%) e Groningen (22,4%).
29 Settembre 2026
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