Fda: “Nuove evidenze sul legame tra autismo e uso di paracetamolo in gravidanza. Avviato processo di aggiornamento dell’etichetta”
In una nota diffusa oggi, l’agenzia ha inoltre inviato una comunicazione a tutti i medici degli Stati Uniti per informarli delle nuove considerazioni di sicurezza. “La Fda sta intervenendo per informare genitori e medici su un insieme consistente di evidenze riguardanti potenziali rischi legati al paracetamolo – ha dichiarato il Commissario della Fda Marty Makary, M.D., M.P.H. -. Anche alla luce di queste evidenze, la decisione finale resta ai genitori. Il principio di precauzione potrebbe portare molti a evitare l’uso del paracetamolo durante la gravidanza, soprattutto nei casi di febbre lieve, che spesso non necessita di trattamento.”
Le preoccupazioni della Fda si fondano su numerosi studi osservazionali di ampia scala, tra cui il Nurses’ Health Study II e il Boston Birth Cohort, che hanno rilevato un’associazione statistica tra l’assunzione di paracetamolo in gravidanza e diagnosi successive di autismo o Adhd nei figli. Alcune ricerche indicano che il rischio potrebbe essere più elevato nei casi di uso prolungato del farmaco durante tutta la gestazione.
Tuttavia, l’Agenzia ha sottolineato che non è stata ancora stabilita una relazione causale tra paracetamolo e tali condizioni neurologiche, e che esistono anche studi contrari nella letteratura scientifica. Il paracetamolo, inoltre, resta attualmente l’unico farmaco da banco approvato per il trattamento della febbre in gravidanza, mentre altri antipiretici come l’aspirina e l’ibuprofene sono associati a rischi noti per il feto.
In attesa del completamento del processo di aggiornamento delle etichette, la Fda invita alla prudenza, raccomandando un uso limitato e consapevole del paracetamolo durante la gravidanza, in consultazione con il proprio medico.
23 Settembre 2025
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