Fimmg Ca: “Ora a lavoro sui tavoli regionali per garantire l’efficacia del protocollo”
Una richiesta mossa nella consapevolezza della necessità di rendere sinergiche e ottimizzare le risorse professionali già presenti sul territorio, con gli oltre 17.500 medici di Continuità Assistenziale pronti a dare un significativo contributo alla campagna vaccinale per raggiungere nei tempi più rapidi possibili gli obiettivi di salute pubblica. Ed è proprio questa la direzione nella quale ha scelto di muoversi il Governo chiarendo che «(…) il Protocollo trova applicazione anche per il coinvolgimento nella campagna di vaccinazione nazionale anti COVID-19 dei professionisti appartenenti agli altri settori della medicina generale di cui al vigente ACN 23 marzo 2005 e smi, non già direttamente coinvolti nella campagna vaccinale (…)».
“I medici di Continuità Assistenziale, per la loro naturale vocazione assistenziale sul territorio – ricorda Tommasa Maio – garantiscono, assieme ai Medici di Famiglia, un’assistenza capillare e di prossimità che sarà ora agevolmente inserita nei piani vaccinali regionali sulla base delle necessità assistenziali delle diverse aree del nostro Paese”.
Si apre a questo punto un intenso lavoro, regione per regione, così da definire le modalità attraverso le quali i medici di Continuità Assistenziale potranno essere coinvolti. “Modalità – conclude il Segretario Nazionale – che dovranno essere le più idonee alle caratteristiche e al modello assistenziale di ciascuna realtà. In nessun caso si potrà prescindere dalla garanzia che i medici di Continuità Assistenziale chiamati a vaccinare abbiano a loro volta ricevuto la somministrazione del vaccino. Su questo saremo intransigenti”.
21 Febbraio 2021
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