Fnco replica a Fnomceo: “Norma su ostetriche è costituzionalmente legittima”
Inoltre, le Ostetriche Italiane hanno documentato ai componenti il Governo Italiano la loro posizione in merito al dibattito in atto sullo Schema di Decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2013/55/UE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali in una lettera in cui scrivono che “si ritiene doveroso portare in evidenza che l’introduzione della disposizione dell’art. 37 trova piena ed oggettiva giustificazione ai sensi dei principi e criteri direttivi posti della legge delega 9 luglio 2015, n. 114 (Legge di delegazione europea) mediante il rinvio, operato dall’art. 1, agli artt. 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234 (“Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione Europea”).
Segnatamente, l’art. 32, comma 1, della legge n. 234/2012 tra i principi e criteri direttivi generali ai quali devono essere informati i decreti legislativi di recepimento delle Direttive comunitarie indica: “b) ai fini del migliore coordinamento con le discipline vigenti per in singoli settori interessati dalla normativa da attuare, sono introdotte le occorrenti modificazioni delle discipline stesse, anche attraverso il riassetto e la semplificazione normativi con l’indicazione esplicita delle norme abrogate (…)”;
“i) è assicurata la parità di trattamento dei cittadini italiani rispetto ai cittadini degli altri Stati membri dell’Unione europea e non può essere previsto in ogni caso un trattamento sfavorevole dei cittadini italiani”.
Così come previsto dall’art. 32, comma 1, della legge n. 234/2012, appare a tutta evidenza che la previsionedell’art. 37:
– interviene su una disposizione (l’art. 48 del D.Lgs. n. 206/2007) afferente alla “disciplina vigente” nel “settor[e] interessat[o] dalla direttiva da attuare” (la Direttiva 2005/36/CE viene, infatti, espressamente richiamata nei Considerando della attuanda Direttiva 55/2013/UE);
– dispone la esplicita abrogazione di quelle parole dell’art. 48 del d.lgs. n. 206/2007 che non corrispondono al dettato testuale dell’art. 42 della Direttiva 2005/36/CE;
– assicura la parità di trattamento dei cittadini italiani rispetto a quelli degli altri Stati membri sopprimendo una previsione che non trova rispondenza nella Direttiva di riferimento, con conseguente pregiudizio delle Ostetriche italiane che vengono ad essere indebitamente limitate nell’esercizio delle competenze riconosciute dall’ordinamento comunitario ai professionisti della Categoria di tutti gli Stati membri.
23 Dicembre 2015
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta

Medici. Via libera agli specializzandi per discipline equipollenti. Anaao Giovani: “Un passo avanti”

Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato

Case di Comunità: Mmg e Collaboratore di Studio integrati per una Nuova Governance Territoriale

Al via la revisione del Prontuario farmaceutico: gli Omega 3 verso la fascia C, risparmio da 120 milioni

La Lombardia anticipa al 1° settembre la campagna gratuita di immunizzazione anti-VRS per tutti i neonati

Da Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversa

Tumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?

Psoriasi a placche. Biosimilare di infliximab efficace e sicuro quanto l'originator

Acque trattate in bar e ristoranti. Nas: irregolarità nel 54% dei controlli. Sanzioni per 175mila euro