Fnomceo: “La malattia non è scomparsa, ma ritorno alla vita normale convivendo con il virus. Proteggere i fragili”
“I numeri delle infezioni da Covid in tutto il mondo stanno scendendo e quindi si riduce sostanzialmente questa malattia da essere pandemica a una malattia endemica, cioè presente sempre sul territorio. L’Oms ha deciso di “declassare” sotto questo aspetto, sotto l’aspetto numerico, questa malattia. Però la malattia continua ad essere una delle patologie temibili perché ancora oggi provoca morti nel nostro paese”.
Con queste parole il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, spiega la decisione dell’Organizzazione mondiale della Sanità di dichiarare la fine dell’emergenza sanitaria internazionale, che era stato indetta il 30 gennaio 2020.
Lo stesso Direttore Generale dell’Oms Tedros Ghebreyesus ha invitato alla prudenza, sottolineando che il virus è qui per restare e tutti i paesi dovranno imparare a gestirlo insieme ad altre malattie infettive. Sempre secondo Oms il numero di decessi settimanali segnalati è stato il più basso da marzo 2020, ma nel mese di aprile, in Italia, si sono registrati ancora più di 600 morti. 20 milioni, in questi tre anni, i morti stimati dall’Oms, come dichiarato oggi in conferenza stampa da Tedros Ghebreyesus.
“Ovviamente – chiarisce Anelli – il messaggio non è quello di pensare che la malattia è scomparsa, ma di pensare che il ritorno alla vita normale qualche volta ci fa incontrare anche questa malattia. E questa malattia naturalmente produce i suoi effetti soprattutto per i fragili, che devono ricordarsi di tutelarsi sempre e comunque: e qui l’uso delle mascherine diventa in qualche maniera ancora oggi importante”.
“Molto bene il ministro Schillaci – conclude Anelli – che ha demandato ai sanitari, in maniera particolare alle direzioni sanitarie e poi ai singoli professionisti, la decisione sull’uso delle mascherine. Una decisione che naturalmente non può che essere quella di proteggere i fragili, soprattutto i pazienti immunodepressi, gli anziani. Quindi il medico deve utilizzare questa sua discrezionalità sulla base di evidenze, di linee guida che possono in qualche maniera aiutarlo nella sua decisione di imporre l’obbligo di tenere la mascherina soprattutto lì dove le condizioni favoriscono la diffusione del virus verso le persone più deboli”.
05 Maggio 2023
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