Fnopi: “Basta con le iniquità. L’economia non guidi la salute”
Che il federalismo sanitario fosse fallimentare lo ha segnalato qualche giorno fa il rapporto Osservasalute.
La segnalazione è stata chiara: non si sono ridotte le differenze di spesa e di performance tra le Regioni. “Differenze inique perché non ‘naturali’, ma frutto di scelte politiche e gestionali”, ha denunciato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, secondo il quale non serve solo il calcolo basato sull’economia, ma serve quello che tiene conto dei bisogni veri di salute “come è urgente un recupero di qualità gestionale e operativa del sistema, troppo deficitarie nelle Regioni del Mezzogiorno”.
E ora ci risiamo. Si riconosce che il superticket va abolito o quanto meno indebolito, si stanziano fondi nella manovra di bilancio 2018, ma poi il risultato finale è uno schema di decreto che, come ha denunciato Cittadinanzattiva, ripartisce il 90% del fondo attraverso un unico criterio: il volume di ricette di specialistiche ambulatoriali. Così a 5 Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana), sono assegnate circa il 70% delle risorse del Fondo nazionale. Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia tutte insieme avrebbero a disposizione solo il 12,5% del Fondo. Si passa, per fare un esempio, dal 23% della Lombardia all’1,5% della Calabria, sino ad arrivare allo 0,3% del Molise.
https://ssl.gstatic.com/ui/v1/icons/mail/images/cleardot.gif“Non è una questione di conti, ma di equità – ribadisce Mangiacavalli -. Un’equità che si predica bene nei nuovi livelli essenziali di assistenza e guardando al territorio, ma che poi si applica male privilegiando in modo economicismo sempre le stesse Regioni che ‘possono’, lasciando indietro le altre nelle quali risiede comunque quasi il 50% della popolazione nazionale e che già sono alle prese con i piani di rientro che hanno tagliato loro servizi e risorse professionali”.
“Ci auguriamo che siano le stesse Regioni a rendersi conto che in questo modo l’Italia si spacca. Le Regioni non possono essere complici – conclude l’appello della presidente degli infermieri – del disfacimento di uno dei sistemi più equi e universali di assistenza oggi presenti: il nostro servizio sanitario nazionale che tutti ci invidiano, ma che a quanto pare si sta facendo di tutto per abbandonare”.
23 Aprile 2018
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