Fnopi: “Fondamentale l’integrazione tra le professioni”
“Un’iniziativa – prosegue Mangiacavalli – che da subito ha dato il senso dell’attenzione del ministro alla politica professionale e che è partita nel giusto verso di definire con chiarezza il ruolo degli ordini dopo la legge 3/2018 (regolamenti, mandati, ecc) e la necessità di lavorare su tre tracce fondamentali illustrate dal ministro, utili allo sviluppo del Servizio sanitario nazionale: rivedere i modelli di programmazione economica, il rapporto ospedale territorio e dare impulso alla sanità digitale”.
“Altro tema rilevante su cui le professioni lavoreranno insieme – ha aggiunto – è quello trasversale della formazione. Si tratta di argomenti che la FNOPI condivide e sui quali anzi sottolinea la necessità di massima integrazione, soprattutto per quanto riguarda la gestione e le opportunità rispetto alla sanità digitale e alle interconnessioni tra professioni in un quadro di reale multidisciplinarietà”.
Buone notizie anche sul fronte della violenza contro gli operatori sanitari.
“Il ministro si è impegnato ad accelerare i lavori parlamentari alla Camera sul disegno di legge già approvato al Senato, ma se il parlamento non darà in fretta i risultati attesi anche a procedere con una iniziativa governativa. E si è dichiarato d’accordo a lavorare molto sulla cultura di pazienti e operatori”.
Un tema questo su cui la FNOPI ha già avuto un’ottima risposta dai suoi iscritti rispetto al corso di formazione continua on line offerto gratuitamente dalla Federazione, a cui hanno già partecipato in soli 4 mesi 94.403 infermieri, ottenendo anche risultati positivi nell’applicazione dei comportamenti appresi con una sensibile riduzione delle aggressioni.
“Non dimentichiamo – ha spiegato Mangiacavalli – che quella infermieristica è una delle professioni più coinvolte e a rischio: In base ai dati rilevati dall’Università di Tor Vergata di Roma si può dire che circa 240mila infermieri su 270mila dipendenti durante la loro vita lavorativa hanno subito una qualche forma di violenza, sia pure solo una aggressione verbale. Delle aggressioni denunciate secondo l'Inail (ma molte sono quelle non denunciate, almeno 6-8 volte tanto) il 46% sono a infermieri (sono i primi a intercettare i malati al triage, a domicilio ecc. e quindi i più soggetti). Quindi le aggressioni agli infermieri sono circa 5.000 in un anno (anche se spesso quelle verbali non si vedono e non le denuncia nessuno), 13-14 al giorno in media”.
“Tutto questo però non basta – conclude Mangiacavalli -: è necessario rivedere anche i corsi di laurea per dare maggiore attenzione in termini di formazione a questo tema, agendo sia sugli ordinamenti didattici che sul sistema Ecm (educazione medica continua)”.
16 Gennaio 2020
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Cup Lombardia. Pd: “Privati non aderiscono”. La Regione: “Disponibilità di tutti, procedure già avviate”

La sanità pubblica (sempre più definanziata) perde terreno mentre avanzano privato e assicurazioni. Upb: “Il Ssn è sempre più un sistema ibrido”

Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. "No" compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra

Medico costretto alle dimissioni: CdA di Caltanissetta conferma la monetizzazione di 143 giorni

Lecce. Intramoenia irregolare: visite private fuori Cup, arresti domiciliari per medico e infermiera

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi