Fp Cgil e Uil Fpl: “Non aderiamo. Oggi serve una politica che agisca, non una protesta virtuale”
Ogni giorno, affermano Andrea Filippi della Fp Cgil e Roberto Bonfili della Uil Fpl, "anzi ogni ora dall'inizio di questa emergenza, siamo sul campo con le nostre confederazioni, in ogni reparto e sul territorio vicini alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità, per sostenerli e difenderli nello straordinario sforzo che li vede impegnati in una lotta che nessuno si aspettava di dover affrontare e per la quale non eravamo preparati. Non è tempo di dichiarare lo stato di agitazione, è tempo di mettersi ancora di più a disposizione dei cittadini e dei lavoratori e di pretendere con forza che venga applicato in tutti i luoghi di lavoro il protocollo di intesa sottoscritto da Cgil Cisl e Uil con il Ministero della Salute per garantire la sicurezza degli operatori sanitari".
Per uscire insieme da questa tragedia, proseguono Filippi e Bonfili, "la sicurezza dovrà essere il tema principale anche nei prossimi mesi. Oggi però dobbiamo prepararci ad affrontare un'altra enorme sfida, quella della cosiddetta 'fase 2' nella quale, per tornare lentamente ad una vita 'normale', dovremo essere in grado di gestire i nuovi casi e prevedere la diffusione del contagio. Dovremo essere in grado di accelerare il percorso diagnostico a domicilio e nelle Rsa, nei luoghi dove la gente vive, per iniziare precocemente la terapia e tutto ciò richiederà un totale ripensamento della funzione e dell'organizzazione della medicina territoriale. La sfida sarà vinta solo se il territorio sarà in grado di dare quelle risposte efficaci che la fase 2 richiederà, sollevando gli ospedali dall'enorme carico assistenziale a cui sono ancora oggi sottoposti", concludono.
06 Aprile 2020
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