Fp Cgil Lombardia: “No all’esternalizzazione di attività core anche per il privato accreditato”
“Il caso dell’Irccs San Raffaele di Milano, ospedale privato accreditato, non è un episodio isolato. Se emergono criticità proprio in quel segmento della rete sanitaria a cui la Regione affida funzioni essenziali e destina una quota rilevante di risorse pubbliche, significa che la fragilità riguarda l’impianto complessivo del modello lombardo”, si legge in una nota Fp Cgil Lombardia. “Riteniamo indispensabile che l’esternalizzazione delle attività core venga vietata anche nel settore privato accreditato, così come già stabilito per il sistema sanitario pubblico da una recente delibera della Regione – spiega Sabrina Negri, segretaria Fp Cgil Lombardia – Garantire standard qualitativi elevati implica un’organizzazione stabile, competente e pienamente integrata all’interno delle strutture. Il diritto alla salute richiede lavoro stabile, qualità, responsabilità pubblica. Quando la Regione affida funzioni essenziali, deve garantire condizioni essenziali”.
Secondo il sindacato, “la Regione ha reso pubblico e privato accreditato equivalenti nelle funzioni del servizio sanitario, senza però dotarsi degli strumenti necessari per governarne la qualità, garantire organici adeguati e assicurare controlli efficaci. Quando questa responsabilità si allenta, le falle si manifestano ovunque: nel pubblico già in sofferenza e nel privato accreditato finanziato con risorse regionali”. Viene poi evidenziato il nodo del “contratto della sanità privata fermo da anni, mentre quelle stesse lavoratrici e lavoratori garantiscono attività indispensabili dentro la rete regionale – scrive Fp Cgil Lombardia – Un contratto non rinnovato rende il lavoro meno attrattivo, amplia il turnover e apre varchi che vengono colmati con appalti e cooperative. Non è un dettaglio amministrativo: è una scelta che incide direttamente sulla tenuta del sistema”. Ed è, prosegue l’analisi, “in questo contesto che gli appalti non rappresentano una misura eccezionale, ma la conseguenza di un assetto che non assicura stabilità né nel pubblico né nel privato accreditato. Se la risposta strutturale alla carenza di personale diventa la cooperativa, la solidità del servizio sanitario regionale si indebolisce”.
Il caso San Raffaele, commenta Negri, “rivela un punto che la Regione non può evitare: il modello lombardo presenta criticità profonde anche nelle strutture accreditate che ricevono una parte consistente dei finanziamenti pubblici. Le falle nella qualità del personale, nell’organizzazione interna e nei controlli segnalano un problema di sistema. La Regione deve assumersi la responsabilità politica delle scelte fatte, rafforzare le verifiche su tutte le strutture accreditate e sostenere il rinnovo del contratto della sanità privata, indispensabile per garantire tenuta e continuità. Il 12 dicembre saremo in piazza allo sciopero generale Cgil anche per questo: la qualità delle cure dipende dalla qualità del lavoro e dalle scelte politiche che lo sostengono”.
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10 Dicembre 2025
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