Caso San Raffaele, verifiche Nas in ospedale. Fontana: “Nulla da nascondere”

Caso San Raffaele, verifiche Nas in ospedale. Fontana: “Nulla da nascondere”

Caso San Raffaele, verifiche Nas in ospedale. Fontana: “Nulla da nascondere”

I Carabinieri si sono presentati ieri all'ospedale San Raffaele, dopo la serie di criticità organizzative nel reparto cure intensive, emerse durante il fine settimana di Sant'Ambrogio.

I carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Milano si sono presentati ieri all’ospedale San Raffaele, dopo la serie di criticità organizzative nel reparto cure intensive, emerse durante il fine settimana di Sant’Ambrogio.

Si è trattato – a quanto apprende l’Adnkronos da fonti qualificate – di prime verifiche, per raccogliere dati e ricostruire quanto avvenuto. Fatti su cui già nella giornata di domenica la Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) dell’ospedale ha sporto denuncia e che hanno portato, lunedì 8 dicembre, alle dimissioni dell’amministratore unico del San Raffaele, Francesco Galli, dopo la procedura di revoca votata dal Cda del gruppo San Donato.

I militari non hanno ispezionato i reparti, né effettuato sequestri.

“Ispezioni al San Raffaele? Io credo che a breve si avranno dei dettagli, cercheremo di capire e faremo in modo che venga messa una pezza al più presto. E’ fondamentale che la funzionalità riprenda immediatamente”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, a margine dell’evento ‘Sprint finale verso Milano Cortina 2026’ a Palazzo Lombardia, per tornare sulla situazione del San Raffaele.

Fontana ha poi aggiunto: “Se la richiesta delle opposizioni di riferire in Aula può essere accolta? Valutiamo di cosa si tratta, non c’è nulla da nascondere, ma prima cerchiamo di capire e vediamo cosa è successo”.

In merito alle criticità organizzative registrate nei giorni tra il 5 e il 7 dicembre nel reparto cure intensive dell’ospedale San Raffaele di Milano, “apprendo da notizie di stampa che sarebbero avvenute delle distorsioni nella somministrazione dei farmaci. Ciò che pare sia successo, mi auguro di no, ovvero addirittura una somministrazione di una concentrazione 10 volte al dovuto, sarebbe molto grave”. Così il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, a margine di un convegno sulla farmaceutica promosso dall’Agenzia italiana del farmaco Aifa a Palazzo Lombardia, risponde alle domande sul caso finito sotto i riflettori a Milano, riferendosi in particolare a quanto emerso rispetto ad alcuni errori sui farmaci da parte di un’operatrice della cooperativa esterna che era in attività in quei giorni. “Immagino ci siano indagini in corso interne rispetto a questo. Aspettiamo che ci venga puntualmente definito cosa è avvenuto e cosa può migliorare – ha aggiunto Gemmato – per poi definire le ricette da portare a termine”.

“Se sono preoccupato sulla questione del San Raffaele di Milano? Sono molto attento, ma certamente non sono preoccupato per quello che è il livello di professionalità di tutto il personale medico, di tutti gli infermieri e i tecnici. Da un punto di vista del management ci sono stati degli errori, ma sono errori ai quali spero si sia riparato con quella che è stata la decisione del consiglio di amministrazione del San Raffaele. Noi in questi ultimi mesi più volte avevamo segnalato alla proprietà che vi erano alcune situazioni che non ci convincevano pienamente, vedasi i punti prelievo, gli ambulatori la mattina e tutto il resto ed evidentemente non avevamo torto quando eravamo preoccupati. Adesso si è cambiata strada, ci sono dei nuovi vertici”. E’ quanto evidenzia l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, rispondendo sulle criticità organizzative registrate tra il 5 e il 7 dicembre nel reparto cure intensive dell’ospedale San Raffaele, oggi a margine di un convegno sulla farmaceutica promosso dall’Agenzia italiana del farmaco Aifa a Palazzo Lombardia.

“Ripeto, la professionalità di chi lavora dentro quell’ospedale non si discute – tiene a puntualizzare l’assessore – e mi pare che sia stata più volte riconosciuta anche a livello internazionale, quindi non capisco anche tutte queste aggressioni e tutte queste polemiche che vengono fatte a livello politico”. Gli approfondimenti della Regione sull’accaduto sono comunque in corso. “Per quello che riguarda le attività della regione, credo che nell’arco di una settimana, dieci giorni avremo tutte le informazioni necessarie. Poi se ci sono state altre indagini che sono in corso da parte di altre istituzioni, questo lo sapremo magari più in là”.

Quanto al nodo del ricorso a cooperative esterne, Bertolaso replica: “Io sono stato il primo a denunciare” l’uso eccessivo di cooperative esterne in sanità, “ho visto che il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha ricordato che il ministro Schillaci si è impegnato a eliminare i gettonisti, ma qual è l’unica regione che l’ha fatto? Si chiama Lombardia. È ovvio che io posso farlo nell’ambito delle mie competenze e quindi nell’ambito del settore pubblico. Se i privati si vogliono avvalere dei gettonisti lo fanno sotto la loro responsabilità e quando sbagliano, pagano come nel caso del San Raffaele”. Il problema potrebbe coinvolgere altri plessi lombardi? “Questo – dice Bertolaso – lo stiamo verificando. Abbiamo le nostre Ats, i nostri ispettori, ci sono i Nas che girano e controllano. Mi auguro che si tratti di un caso isolato, di una situazione che appunto sia stata definitivamente risolta”.

10 Dicembre 2025

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