Futuro incerto per il progetto Città della Salute
Sul finire del 2011 infatti è stato sciolto, causa mancanza di soldi, il Consorzio che si doveva occupare della realizzazione del progetto. E visti i costi troppo elevati (680 milioni di euro) e le criticità segnalate dal comune di Milano, la giunta del Pirellone ha iniziato a pensare ad un'altra area per la realizzazione di questo grande polo, cioè non più vicino l'ospedale Sacco, poco servito anche dai trasporti pubblici, ma a Porto di Mare, vicino al quartiere Santa Giulia, (dove arriva la metropolitana) o vicino lo Ieo, appunto.
Un'ipotesi, quest'ultima, rilanciata dal presidente della provincia di Milano, Guido Podestà, che ha lamentato le lungaggini burocratiche che hanno frenato l'avvio del Cerba, progetto da lui firmato quasi tre anni fa. “Sono trascorsi 2,5 anni da quando posi la mia firma per il Cerba – ha detto – Teoricamente ora dovremmo essere qui per dire quando lo inaugureremo, ma non è così. E vedendo questa Città della Salute, di cui adesso si ipotizza lo spostamento dall'area vicino l'ospedale Sacco a quella di Porto di Mare, non vorrei che si finisse nel porto delle nebbie…”.
Per Podestà occorre “gestire in modo diverso il fattore tempo e si potrebbe pensare ad esempio – ha continuato – a concentrare i due progetti del Cerba e della Città della Salute in quest'area (quella dello Ieo ndr), già servita dai mezzi, che sarebbe arricchita dalla vicinanza e lo scambio culturale di due poli” di cura e ricerca.
Umberto Veronesi gli ha fatto subito sponda. “La mia idea – spiega – è che l'Istituto nazionale dei tumori (Int) e il Besta vengano qui con noi. Questo è un mio sogno. Ho diretto l'Int per 20 anni e si capisce quindi che vedo volentieri il progetto di due istituti che insieme creino il più potente istituto di ricerca e sviluppo oncologico nel mondo”. Finché c'era il progetto della Città della salute, ''siamo stati contenti e l'abbiamo rispettosamente appoggiato – precisa – Si pensava a un Polo sanitario Nord-Ovest con la Città della Salute, a est con il S. Raffaele e a Sud con noi. Ma la Città della salute si è dissolta, il S. Raffaele ha avuto problemi e noi siamo pronti ad accogliere qui tutti i frammenti”.
Quanto al Cerba, progetto non ancora partito, Veronesi spiega di averlo creato “per mettere insieme cardiologia, oncologia e neuroscienze – rileva – Ci sono dei progetti bellissimi di Renzo Piano e Boeri, e noi siamo prontissimi a partire, ma serve che siano d'accordo tutte le istituzioni. I fondi ci sono”. Perché non parte? “Me lo chiedo anch'io – continua Veronesi – Penso, e spero, che il problema sia forse una questione burocratica”.
A non gradire per niente invece l'idea di questo mega polo a sud di Milano sono proprio i vertici di Besta e Int, che hanno scritto una lettera manifestando il loro disappunto, anche per le dichiarazioni di Veronesi, giudicate “inaccettabili”. Per i direttori generali e scientifici, i clinici e i ricercatori dei due istituti “la ricerca di sedi più adatte non significa l'abbandono del progetto – scrivono in una nota – Ci colpisce, inoltre, la dichiarazione inaccettabile di Veronesi, che parla di recuperare 'frammenti' dei due nostri Istituti nell'ambito del Cerba. Trattasi di una grave sottovalutazione che non tiene conto dello sviluppo delle attività cliniche e scientifiche e dei prestigiosi riconoscimenti ottenuti dai due Irccs”.
Anche se il progetto Città della Salute e della Ricerca dovesse venire meno infatti, “i due Irccs Int e Besta non ne sarebbero in alcun modo sminuiti – continuano – né vedrebbero lesa la loro importanza scientifica e clinica”. Il progetto della Città della Salute è nato per potenziare ulteriormente alcune eccellenze sanitarie e scientifiche a livello nazionale e internazionale “come l'Istituto Nazionale dei Tumori e il Besta – concludono – Sono pertanto sorprendenti le dichiarazioni di Podestà e Veronesi”.
A.L.
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06 Febbraio 2012
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