Ieo. Rischio deficit per 15 milioni di euro

Ieo. Rischio deficit per 15 milioni di euro

Ieo. Rischio deficit per 15 milioni di euro
Dopo sei anni di bilancio in positivo, l’Istituto europeo oncologico di Umberto Veronesi ha registrato conti in rosso per due anni consecutivi. Nel 2010 il buco è di 4-5 milioni di euro e quello per il 2011 potrebbe attestarsi in oltre 10 milioni. Critiche a Regione su remunerazioni Drg.

La crisi non risparmia nessuno. Anche l'Istituto europeo oncologico (Ieo) di Umberto Veronesi attraversa tempi difficili e si prevedono perdite nei suoi bilanci. Dopo sei anni positivi, in cui si sono registrati 32 milioni di euro di utili, lo Ieo ha i conti in rosso per due anni consecutivi. Si tratta, per la precisione, di un buco di 4-5 milioni nel 2010 e di oltre 10 milioni nel 2011 (ma quest'ultima cifra è solo una stima, visto che il bilancio non è ancora stato approvato). A spiegarlo è Carlo Ciani, amministratore delegato dalla struttura, durante l'inaugurazione del nuovo centro di radioterapia avanzata.

Vari i fattori che hanno inciso su questa situazione. Il primo sono le tariffe dei Drg riconosciute da Asl e Regione per le prestazioni oncologiche che non sono “eque”. Ma è una cosa che riguarda solo il “comparto oncologico – precisa Ciani – perché le tariffe e i contratti della Regione Lombardia e della Asl sono di vario tipo. Quelle per le prestazioni oncologiche sono tra le più scadenti”. Alcune prestazioni infatti sono “remunerate molto bene, anche in misura superiore ai costi – continua – come il trapianto di midollo, ma ve ne sono molte altre ad altissima frequenza, come la chemioterapia e in parte anche la radioterapia, remunerate in modo assolutamente inadeguato. Ad esempio la tariffa per il Drg della chemio è di 9,50 euro, ma a noi ne costa oltre 100. Se moltiplichiamo questa cifra per le oltre 20mila persone che assistiamo l'anno, si arriva a una perdita di 2 milioni di euro”.

Lo Ieo spera in un atteggiamento più equilibrato sulle tariffe in futuro. “Abbiamo chiesto più volte alla regione Lombardia – sottolinea Ciani – di far fare un audit esterno dei costi delle imprese, fare una media dei costi e confrontarlo con il riconoscimento dei Drg, ma la Regione non vuol sentirne parlare”. Questo, però, non è l'unico problema. “Abbiamo registrato anche 10 milioni di mancato incasso per i pazienti solventi che pagano di tasca propria le cure – conclude – perché la crisi ha portato anche a rinunce di salute”.

Il numero uno del Pirellone, Roberto Formigoni, dal canto suo ha inviato la sua risposta con un messaggio, assicurando che “si troveranno gli incentivi giusti in termini di tariffe di rimborso delle prestazioni e degli obiettivi di spesa”. Anche se, non ha mancato di rilevare, “le sfide nel lungo periodo sono enormi, si va da quelle di salute ad una spesa sanitaria che rischia di esplodere e le tensioni tra Governo e Regioni per gli ulteriori ventilati tagli al Ssn. Ma sono certo che il circolo virtuoso delle regole degli ultimi 15 anni in Lombardia continuerà a funzionare e si troveranno gli incentivi giusti”.

In questo modo, secondo Formigoni, “si consentirà alle migliori strutture di operare al massimo livello con organizzazioni a basso costo e di alta qualità. I pilastri che abbiamo costruito sono solidi e fanno ben sperare: un regolatore innovativo e capace di controlli efficaci e ospedali eccellenti in competizione tra loro”.

Adele Lapertosa
 

06 Febbraio 2012

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