Gallo (Ass. Coscioni): “Ncd non accetta decisione della Corte e discrimina i cittadini”
“Innanzitutto – prosegue Gallo – non esiste vuoto normativo a seguito della decisione della Consulta dello scorso 9 aprile: basta leggere le motivazioni della Corte Costituzionale nell’ordinanza del 22 maggio 2012 n.150 che ha ritenuto non fossero fondate le ulteriori eccezioni di inammissibilità proposte dal Presidente del Consiglio dei ministri, per cui la legge n. 40 del 2004 sarebbe riconducibile nel novero delle leggi ordinarie «la cui eliminazione determinerebbe la soppressione di una tutela minima per situazioni che tale tutela esigono secondo la Costituzione» e «creerebbe incolmabili vuoti normativi e rilevanti questioni per la tutela dei soggetti coinvolti»”.
Per la radicale “La Corte afferma che, in particolare, in ordine a tali eccezioni, va anzitutto confermato che la legge n. 40 del 2004 costituisce la «prima legislazione organica relativa ad un delicato settore (…) che indubbiamente coinvolge una pluralità di rilevanti interessi costituzionali, i quali, nel loro complesso, postulano quanto meno un bilanciamento tra di essi che assicuri un livello minimo di tutela legislativa» e deve ritenersi «costituzionalmente necessaria» (sentenza n. 45 del 2005), ma, in parte qua, non ha contenuto costituzionalmente vincolato e questa Corte ha, infatti, dichiarato ammissibile la richiesta di referendum popolare per l’abrogazione, tra gli altri, dell’art. 4, comma 3, di detta legge, in quanto l’eventuale accoglimento della proposta referendaria non era «suscettibile di far venir meno un livello minimo di tutela costituzionalmente necessario, così da sottrarsi alla possibilità di abrogazione referendaria» (sentenza n. 49 del 2005). Certamente, con la pubblicazione delle nuove motivazioni, sarà la Corte stessa a fornire ulteriori risposte”.
Aggiunge poi Gallo che “Per quanto concerne il voler stabilire se uno o entrambi i componenti della coppia può accedere alla fecondazione si tratta di una ulteriore discriminazione che è anticostituzionale secondo l'art 3, sul quale si è basata la Corte Costituzionale nell'emanare la precedente decisione del 9 aprile, e che sancisce che: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Infine “il tentativo del trio Sacconi Roccella Calabrò di reintrodurre i divieti della legge 40 per altre vie sono davvero sconcertanti: nessun rispetto per la Costituzione, nessun rispetto per i cittadini, solo incomprensibile ostruzionismo. Noi siamo pronti a tornare in tribunale per fermare queste istanze oscurantiste che paradossalmente vanno a limitare proprio ciò che vogliono difendere: la vita di nuovi esseri umani”.
15 Maggio 2014
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