Gemmato: “Risorse certe e prevenzione strutturale, così rafforziamo il Servizio sanitario nazionale”
“Con la Legge di Bilancio appena approvata, il Governo Meloni consolida il percorso di rafforzamento del fabbisogno sanitario nazionale avviato fin dall’inizio della legislatura: quasi 2,4 miliardi di euro aggiuntivi per il 2026, un incremento complessivo superiore a quello registrato nel periodo pandemico, che porterà le risorse destinate alla sanità pubblica a oltre 143 miliardi di euro nel prossimo anno. È la prova di una visione chiara e coerente, orientata a rilanciare il Servizio sanitario nazionale e a recuperare, con programmazione e interventi concreti, criticità accumulate in anni di sotto-finanziamento e mancanza di stabilità dei precedenti esecutivi” commenta il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, all’esito del voto finale della manovra in Aula alla Camera dei Deputati.
“All’aumento delle risorse si affianca una strategia che punta con decisione sulla prevenzione, leva fondamentale per la sostenibilità del sistema sanitario” – continua Gemmato. “Dal 2026 saranno disponibili 238 milioni di euro annui per programmi mirati, tra cui l’estensione degli screening oncologici per mammella e colon-retto; test di profilazione genomica per la diagnosi di tumori, sordità e malattie rare, anche attraverso tecnologie di sequenziamento avanzate; nuovi screening neonatali; interventi di prevenzione e cura dell’obesità, delle patologie oculari cronico-degenerative e delle malattie reumatologiche, inclusa la fibromialgia, oltre all’acquisto dei vaccini previsti dal calendario nazionale. Per il solo 2026 – dichiara il Sottosegretario – queste risorse sono incrementate di ulteriori 247 milioni di euro, una spinta concreta per rendere la prevenzione parte integrante della contabilità sanitaria pubblica.”
La Legge di Bilancio 2026 prosegue nella valorizzazione del personale sanitario: 450 milioni di euro annui vengono stanziati per l’assunzione di medici e infermieri del SSN; sono inoltre previste indennità di specificità sanitaria, medica e non, e infermieristica e indennità di tutela del malato e per la promozione della salute. Un’attenzione particolare è riservata ai pronto soccorso: tra il 2026 e il 2029 le Regioni potranno incrementare le risorse destinate al trattamento accessorio del personale, anche in deroga ai limiti di spesa vigenti. Inoltre, l’Irpef agevolata al 5% sui compensi per lavoro straordinario viene estesa agli infermieri, includendo anche quelli impiegati nelle strutture sanitarie private accreditate, nelle RSA e nelle altre strutture residenziali e socio-assistenziali.
Sul fronte della spesa sanitaria, la Legge di Bilancio ridefinisce i tetti per farmaci, dispositivi medici e prestazioni erogate da soggetti privati accreditati, con l’obiettivo di bilanciare la tutela della salute e l’efficienza della spesa pubblica. Dal 2026 il tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti sale dello 0,30% (dal precedente 0,20%), mentre quello della farmaceutica convenzionata aumenta dello 0,05%.
Dopo 16 anni di sperimentazione, la farmacia dei servizi diventa strutturale, integrandosi stabilmente nel Servizio sanitario nazionale per rafforzare l’assistenza territoriale.
“Le farmacie pubbliche e private convenzionate diventano un pilastro della sanità di prossimità, essenziale per un’offerta di salute efficace e vicina al cittadino – commenta Gemmato. “Dopo anni di proroga della sperimentazione, favorita dai diversi esecutivi succedutisi nel tempo, le 20.000 farmacie presenti in tutto il Paese, anche nelle aree più remote, vengono riconosciute come strutture pienamente integrate nel SSN, in sinergia con i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta e gli altri professionisti del territorio.”
30 Dicembre 2025
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