Gizzi (Assofarm): “Amareggiati da bozza Sisac. Niente risorse e solo sacrifici”
In un primo momento la nostra federazione era sul punto di assumere posizioni molto più decise di quanto poi fatto. Ad ammorbidirci è stata la disponibilità al dialogo del coordinatore Vincenzo Pomo, sinceramente disponibile a ricevere controproposte anche radicalmente differenti dalla bozza dell'ultimo incontro. Almeno due i temi pesantemente critici.
Dopo un fitto susseguirsi di riforme che hanno ridotto la redditività della farmacia, ora le si propone una convenzione senza risorse. Dall'ultima firma si sono susseguite la legge 405, le liberalizzazioni Bersani con la nascita delle parafarmacie, la legge Monti, il decreto Madia e l'ultimo provvedimento Concorrenza. Dopo che tutte queste iniziative hanno sottratto mercato alle farmacie, non si può chiedere il loro investimento privato per servizi che sono pubblici. Tutto questo mentre in altri paesi europei, Francia e Belgio su tutti, si registrano rilevanti impegni pubblici a fronte di un ruolo più attivo e virtuoso della farmacia territoriale.
Cifre ben superiori, e più certe, dei soli 36 milioni stanziati dall'ultima legge di bilancio. In seconda istanza, ma strettamente legato a quanto appena scritto, registriamo troppa vaghezza sulla questione remunerazione e distribuzione. Gestire la parte normativa in un tavolo e lasciare quella economica ad altri due ambiti di confronto non è funzionale ad un processo di riforma che deve trovare la sua organicità proprio nella completa integrazione tra queste due dimensioni.
Come già annunciato sulla stampa di settore, avvieremo quanto prima con Federfarma un gruppo di lavoro per individuare vicinanze e distanze dall'atto di indirizzo e dalla piattaforma Sisac. Certo è che i contenuti odierni della proposta fattaci non risponde con chiarezza alla Grande Domanda dalla cui risposta tutto dovrebbe conseguire.
Le Regioni credono che la farmacia possa giocare un ruolo positivo all'interno dei sistemi sanitari regionali? Se la risposta è no, si apre un futuro di pura inerzia dei trend già oggi in stato avanzato: la farmacia territoriale sarà sempre più un semplice negozio di farmaci che se la dovrà vedere con corner della gdo, grandi catene, parafarmacie, e via dicendo. Se la risposta è si, sarà certamente possibile trovare un punto d'incontro con le Regioni su un modello terapeutico che integra il farmacista con i medici di medicina generale, un sistema remunerativo fee-for-service, un posizionamento esclusivo rispetto alle farmacie ospedaliere e agli altri punti vendita di medicinali sul territorio. Riteniamo, e non da oggi, che il tempo degli approfondimenti e delle riflessioni sia concluso. Tutte le parti in gioco hanno dati ed esperienze a sufficienza per decidere se la farmacia è un problema da sopportare o un'occasione da cogliere. E, come sempre quando si arriva a questo punto, il non prendere una decisione significa di per sé aver già deciso.
Venanzio Gizzi
Presidente Assofarm
Fonte: Newsletter Assofarm
03 Agosto 2018
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold

Caregiver. Via libera della Camera: riconosciuta la figura, arrivano contributo economico e tutele

Sanità. I bilanci delle Regioni in profondo rosso: il buco sale a 2,3 miliardi nel 2025, +52% in un anno

Schillaci a Gimbe: "I tagli invisibili da 18,8 miliardi non compaiono nei bilanci, sono solo uno scenario ipotetico". E rivendica: "In questi anni il Fondo sanitario è cresciuto di 17,5 miliardi"

Tumore del pancreas metastatico. Ema dà il via libera al daraxonrasib. Il farmaco che raddoppia la sopravvivenza

Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold

Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novità

Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta

Caregiver. Via libera della Camera: riconosciuta la figura, arrivano contributo economico e tutele

Arrivano i nuovi Lea. Via libera a 800 nuove prestazioni e servizi: dalla Sma ai test prenatali, ecco le novità. Schillaci: “Ssn più equo e moderno”