Gli impegni della Fno Tsrm Pstrp per la prevenzione delle aggressioni
L’Organizzazione mondiale della sanità riporta che ogni anno oltre il 38% dei professionisti sanitari e socio-sanitari subiscono a livello mondiale episodi di violenza durante l’esercizio delle proprie attività professionali di cura ed assistenza.
Ogni anno, infatti, sono circa 3.000 le aggressioni che si verificano nel nostro Paese ai professionisti sanitari e mediamente 1.200 le denunce ricevute dall’Inai. Numerosi studi hanno dimostrato che l’esposizione a eventi aggressivi da parte delle persone assistite e accompagnatori comporta effetti rilevanti sia per il benessere dei lavoratori (per esempio ansia, depressione, sintomi di stress post-traumatico, riduzioni dell’autostima, burnout), sia per la qualità del lavoro (per esempio, aumento di assenteismo e turnover).
Tali effetti non riguardano solo il personale di aree cliniche e servizi tradizionalmente più esposti (pronto soccorso, psichiatria o CUP), ma sta interessando in maniera non trascurabile anche il personale di reparti e servizi dove il legame di fiducia tra assistiti/familiari e professionisti sanitari e socio-sanitari era considerato esente da tensioni violente, quali l’area materno-infantile, gli ambulatori e tutti i servizi con diretto contatto con gli assistiti/famigliari, i domicili delle persone assistite dove vengono garantite cure ed assistenza domiciliare.
La Federazione nazionale Ordini Tsrm e Pstrp è presente nell’ “Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie” presso il Ministero della salute, inoltre, grazie al lavoro del gruppo Gestione del rischio e sicurezza in sanità (GReSS) è impegnata ad avviare tutte le azioni possibili e concrete per contenere e ridurre nonché prevenire gli episodi di qualsiasi tipo di violenza verso gli operatori sanitari attraverso:
– la sensibilizzazione dell’importanza della segnalazione degli eventi di aggressione in modo tale da poter conoscere in maniera sempre più puntuale, approfondita e precisa il fenomeno;
– il monitoraggio degli episodi di violenza commessi ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni;
– la promozione di studi e analisi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio negli ambienti più esposti;
– l’analisi delle misure di prevenzione e protezione a garanzia dei livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro;
– la promozione e diffusione delle buone pratiche in materia di sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, anche nella forma del lavoro in equipe e di corsi di formazione finalizzati alla prevenzione e alla gestione delle situazioni di conflitto nonché a migliorare la qualità della comunicazione con gli utenti.
10 Marzo 2023
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