Gli italiani e il sole
Una risposta a queste domande ce la fornisce l’Eurisko che ha realizzato per Eau Thermale Avène, nella quale sono stati indagati i comportamenti degli italiani nei confronti del sole, paragonando i risultati ottenuti oggi a quelli raccolti da una precedente indagine sullo stesso tema condotta nel 2001.
Ebbene, in estrema sintesi si può confermare che agli italiani piace prendere il sole. Lo fanno però con maggiore accortezza sia per quanto riguarda i rischi di un’eccessiva esposizione, sia per quanto riguarda la necessità di proteggersi dai raggi solari.
Osservando i dati dell’indagine Eurisko, infatti, si scopre che nel 2001 il complesso di coloro che amavano stare al sole (cioè chi lo considera “abbastanza piacevole” o “molto piacevole”) era pari al 59% delle risposte. Questa percentuale oggi (2011) cresce e sale fino al 65% .
Per quanto riguarda l’importanza di una corretta protezione solare i risultati sono ugualmente positivi: nel 2001 lo considerava importante l’86% dei partecipanti all’indagine. Oggi a condividere la stessa opinione è stato il 91% del campione. A corroborare questo dato c’è poi la rilevazione relativa alla conoscenza dei rischi che appare elevatissima: il 95% (contro il 91% del 2001) sa che esporsi troppo e male al sole può provocare problemi alla pelle.
Un dato che può anche essere disaggregato: il 44% (rispetto al 37% del 2001) sa che la radiazione solare può provocare melanomi. Il 35% è attento ad arrossamenti o eritemi. Il 34% (ma nel 2001 era il 40%), teme le scottature. E poi, via dicendo, si passa alle macchie (16%), ai nei (10%), alla pelle secca (9%) e alle rughe (3%).
In sostanza gli italiani sembrano particolarmente attenti ai problemi che può causare la radiazione solare: tre italiani su quattro, infatti, utilizzano fattori protettivi quando si espongono al sole (si tratta di quattro milioni in più rispetto a dieci anni prima); chi si protegge, inoltre, lo fa in modo continuativo e ricorre a indici di protezione più alti rispetto al passato.
I dati Eurisko, riferendosi all’uso di prodotti protettivi, parlano infatti di un 61% del campione del 2011 che vi fa ricorso, contro il 53% del 2001. E se si guarda ai fattori di protezione usati, sia nella fascia bassa che il quella più alta, le differenze tra 2001 e 2011 sono significative. I valori medi vanno infatti dal 3,7 del 2001 all’odierno 13,3 (fascia “bassa”); dall’8,6 al 19,1 del 2011 (fascia “media”) e, infine, dal 22,6 del 2001 al 39,5 dei giorni nostri. La consapevolezza non manca: il 55% degli intervistati ritiene che creme ad alto fattore di protezione solare non impediscano l’abbronzatura (“così così” lo pensa un ulteriore 18%, mentre il 27% ritiene che sia un ostacolo alla “pelle nera”).
19 Maggio 2011
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