Gli italiani mangiano in modo sano? Neanche per sogno
“Solo con l'alimentazione potremmo prevenire il 40% dei tumori – ha spiegato Michele Carruba, direttore del Centro studi e ricerche sull'obesità dell'Università Statale di Milano – Gli antiossidanti sono indispensabili per proteggerci da tumori e malattie degenerative. Gli errori più comuni e pericolosi che si commettono a tavola sono l'eccesso di grassi e solo il 20% circa di persone che mangia le giuste porzioni di frutta e verdura”.
Un quadro confermato dall'indagine di Eurisko, condotta su un campione di 800 persone, da cui emerge che più di 7 italiani su 10, 8 nella fascia over 50, ritiene di seguire un'alimentazione sana ed equilibrata, e oltre l'80% dichiara di aver adottato almeno un comportamento salutistico nell'ultimo anno, ponendo attenzione al cibo. In particolare, il 50% si impegna a mangiare in modo vario ed equilibrato, mentre il 66% (il 73% tra gli over 50) cerca di evitare gli eccessi più rischiosi, riducendo zuccheri, sale, grassi o alcol. Nella realtà però gli italiani sono meno 'virtuosi' di quanto pensino. Se gli si chiede cosa hanno mangiato nelle 24 ore precedenti l'intervista, si nota che la maggioranza del campione non è riuscito a rispettare le dosi raccomandate (5 porzioni di frutta e verdura) e che solo il 15% della popolazione introduce il corretto apporto. In media il consumo è di circa tre porzioni di frutta e verdura. Ma il 70% degli intervistati ritiene di non doverne aumentare i quantitativi giornalieri, perchè già sufficienti, e sempre il 70% non sa quale sia il consumo di frutta e verdura raccomandato.
“Il problema attuale e sottostimato – continua Carruba – è quello delle manifestazioni sub-cliniche dovute alle carenze di micronutrienti essenziali, come vitamine e minerali, che sono fattori di rischio per malattie croniche, come obesità, ipertensione, malattie cardiovascolari, diabete, cataratta, degenerazione maculare senile. L'integrazione multivitaminica-multiminerale può offrire un aiuto importante, considerando anche che il 72% degli italiani non assume mai supplementi”.
E a corroborare l'utilità degli integratori, gli esperti riuniti hanno riportato i risultati del primo trial clinico indipendente, il Physicians' Health Study II, condotto dal National Institute of Health su 14mila medici uomini over 50, che hanno assunto per 11 anni un integratore multivitaminico e multiminerale, e di cui si è confrontata l'efficacia con un placebo. “Si è così assistito – precisa Francesco Cognetti, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell'Istituto Regina Elena di Roma – ad una riduzione dell'8% del rischio di cancro rispetto alle persone trattate con il placebo. Va precisato che si trattava di soggetti a basso rischio di sviluppare il tumore, perchè con stili di vita sani. In una popolazione meno virtuosa quindi, questa riduzione potrebbe essere ancora più significativa”. Un beneficio di cui potrebbero usufruire anche gli anziani, come ha sottolineato Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva: “un uso appropriato dell'integrazione multivitaminica e multiminerale, può essere considerato uno strumento sicuro ed efficace nel lungo periodo, in sinergia con un'alimentazione corretta e stili di vita sani, nei soggetti anziani a rischio di carenze nutrizionali”.
Del resto, in campo oculistico, l'integrazione alimentare è già un'opzione terapeutica consolidata, come ha testimoniato Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana. “Dando un supporto con micronutrienti – ha spiegato – si riesce a ritardare nel 30% dei casi l'evolversi della maculopatia in forma secca, per cui non abbiamo strumenti”. Ma per rendere sempre più diffuso l'utilizzo di integratori e supplementi serve un cambio culturale, hanno sottolineato gli esperti, in cui fondamentale è il contributo dei medici di famiglia e dei farmacisti, indicati, anche nell'indagine Eurisko, come consulenti nella scelta dell'integratore rispettivamente nel 40% e 20% dei casi. “Le problematiche legate ad abitudini alimentari sbagliate – ha aggiunto Claudio Cricelli, presidente della Simg – vanno affrontate precocemente con validi sistemi di monitoraggio e la diffusione di informazioni in merito al ruolo centrale dell'alimentazione, corretti stili di vita e l'uso appropriato di integratori alimentari”. E con strumenti come il position paper presentato oggi, ha concluso Francesco Carlo Gamaleri, del consiglio direttivo dell'Ordine dei farmacisti delle province di Milano, Lodi e Monza, “il farmacista può offrire consigli specifici ai propri pazienti, orientando su base scientifica la scelta degli interventi più appropriati e sicuri”.
30 Ottobre 2013
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