I commenti di Troise (Anaao), Quici (Cimo), Filippi (Cgil Medici), Grasselli (Fvm), Bibbolino (Fassid-Snr), Ettore (Fesmed) e Papotto (Cisl Medici)
“Oggi scioperiamo per il contratto, ma non solo – ha dichiarato Guido Quici, Presidente della Cimo – protestiamo per spingere il Governo a investire in sanità, anche perché la sensazione è che non ci sia una volontà in tal senso, basta pensare al proliferare di fondi sanitari integrativi, complementari o sostitutivi. L’aspetto più grave è poi che con il definanziamento del Ssn si stanno mettendo in competizione medici e pazienti su problemi che non dipendono dalla loro volontà. Ecco perché scioperare oggi non è solo rivendicare un contratto di lavoro scaduto da 8 anni, ma l’occasione per dire basta a questa politica di deprivazione che lede i diritti, sia di chi cura, che di chi chiede di essere curato”.
“Abbiamo messo in campo questo sciopero nazionale – ha detto Andrea Filippi, Segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn – registrando anche il consenso della cittadinanza, in difesa del diritto ala salute e per la legittimazione economica e professionale degli operatori protagonisti dei servizi pubblici, che da otto anni sono in attesa del rinnovo contrattuale. Grande assente nella legge di Bilancio, la sanità ed è per questa ragione che ci troviamo oggi davanti al Mef. Vengono finanziate solo alcune sacche di cittadinanza attraverso bonus finanziari che assumono una connotazione propagandistica – ha aggiunto – ma non si finanzia in alcun modo il servizio sanitario nazionale. I cittadini devono capire che non sono i bonus a garantire il miglioramento delle condizioni di vita ma il finanziamento dei servizi. Dopo la straordinaria giornata di oggi la mobilitazione continua. Questo sciopero è solo l’inizio, ce ne saranno altri perché ‘Adesso tocca a noi!’”.
“Nessuno che avesse bisogno di cure è stato lasciato solo – ha affermato Aldo Grasselli, presidente della Federazione Veterinari-Medici-Farmacisti e Dirigenti Sanitari – ma la sanità si è fermata come non accadeva da anni. L’adesione è stata alta oltre ogni aspettativa e molto convinta, in particolare, da parte dei veterinari, impegnati per spingere il Governo a finanziare la sanità pubblica e la prevenzione, stabilizzare i precari del Ssn, aumentare le borse per gli specializzandi di tutte le professioni, assumere giovani medici, veterinari e sanitari e finanziare i loro contratti. I disagi al comparto agroalimentare, ai mercati del bestiame e dei prodotti ittici, il blocco delle movimentazioni animali e delle merci di origine animale, sono stati pesanti, ne siamo consapevoli, ma li avevamo preannunciati e dal ministero dell’Economia (da cui dipendono le sorti della legge di bilancio) non è arrivato alcun segnale di attenzione. La sanità sembra non interessi ai partiti di Governo. Interessa però ai cittadini che ne hanno bisogno, ai lavoratori che la tengono in vita con la loro abnegazione, agli elettori che sapranno esprimere il loro giudizio. Basta sottrazione di risorse dal Fondo sanitario nazionale e dai Contratti. Il Governo – conclude Grasselli – assecondi le richieste del Parlamento, delle Regioni, dei lavoratori e degli utenti e apra una stagione di rifinanziamento e di rilancio della sanità pubblica, solidale, inclusiva, universalistica, come dice la Costituzione. Se il Governo sostiene gli aumenti di capitale delle Banche, sostenga anche l’aumento del capitale salute della popolazione e il rilancio del capitale umano che protegge e rigenera la salute di tutti”.
12 Dicembre 2017
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